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Annegarono a Romagnano per salvare una bambina: ora le famiglie presentano un esposto
Nel mirino la segnaletica sul divieto di balneazione. Chiesti accertamenti alla procura di Novara su eventuali responsabilità.
Un esposto contro ignoti è stato presentato alla procura di Novara dai familiari di Benzaid Abdelhadi, 46 anni, residente ad Azzio, e Bouchia El Kerjmi, 51 anni, di Casorate Sempione, morti il 5 luglio nel Sesia a Romagnano Sesia. I due si erano tuffati per soccorrere una bambina di sei anni, finita in difficoltà.
La corrente li aveva trascinati via, mentre la piccola era stata salvata. Le famiglie hanno ora incaricato Gesigroup di Borgomanero di seguire la vicenda, con la tutela legale dell’avvocato Lorenzo Sozio. L’obiettivo è verificare se esistano responsabilità legate alle condizioni di sicurezza dell’area.
Il nodo dei cartelli di divieto
L’esposto concentra l’attenzione sulla segnaletica. Un’ordinanza del Comune di Romagnano Sesia del 2020, adottata dopo precedenti annegamenti, aveva stabilito il divieto permanente di balneazione nei tratti del Sesia di competenza comunale.
Secondo quanto sostenuto nell’atto, al momento della tragedia i cartelli non sarebbero stati presenti nel tratto denominato “La Barca” e sarebbero invece comparsi successivamente. Viene citato anche un sopralluogo effettuato il 7 luglio da quattro consiglieri comunali, che riferirono di non avere trovato indicazioni di divieto o segnalazioni del pericolo.
Chiesti nuovi accertamenti
La ricostruzione contenuta nell’esposto rappresenta la posizione delle famiglie e dovrà ora essere verificata dalla magistratura. Tra le ipotesi giuridiche indicate figura anche quella di omicidio colposo, senza che allo stato siano state accertate responsabilità.
Alla procura viene chiesto di acquisire la documentazione di 118, carabinieri e vigili del fuoco, ascoltare testimoni e soccorritori e svolgere verifiche tecniche sul luogo dell’incidente. Gli accertamenti dovranno chiarire anche la situazione della segnaletica prima e dopo il 5 luglio.
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