CronacaNovarese
Arrestato il rapinatore che terrorizzò due abitazioni nella stessa notte
Pensionati minacciati con un cacciative nel Novarese. L’indagine dei carabinieri ha portato in carcere un trentenne.
È stato arrestato a Voghera l’uomo ritenuto responsabile di due rapine in abitazione e di un tentato furto avvenuti a Briga Novarese nello scorso mese di gennaio. I carabinieri della stazione di Gozzano e dell’aliquota operativa di Arona hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Novara nei confronti di un trentenne moldavo senza fissa dimora.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Novara, ha permesso di raccogliere gli elementi che hanno portato al provvedimento restrittivo. Le indagini hanno ricostruito i fatti accaduti nelle notti del 9 e dell’11 gennaio, concentrandosi sugli episodi avvenuti nello stesso comune.
Due colpi nella stessa notte
La sera del 9 gennaio il malvivente aveva forzato una tapparella ed era entrato in un’abitazione, sorprendendo un pensionato di 78 anni. Armato di un cacciavite, lo ha minacciato e spinto a terra, riuscendo poi a impossessarsi di gioielli in oro e di due telefoni cellulari prima di allontanarsi.
Pochi minuti più tardi i carabinieri erano intervenuti in una seconda casa situata nelle vicinanze, dove era stata appena commessa un’altra rapina con modalità analoghe. Anche in questo caso il bottino era costituito da monili in oro, mentre il responsabile era già riuscito a fuggire.
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Decisive le indagini
La descrizione fornita dalle vittime e gli accertamenti svolti dagli investigatori hanno consentito di attribuire entrambi gli episodi allo stesso uomo. Gli approfondimenti successivi hanno inoltre collegato il trentenne anche a un tentato furto avvenuto due giorni dopo, sempre a Briga Novarese.
Il quadro probatorio raccolto dai carabinieri è stato ritenuto sufficiente dall’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere. L’arresto conclude ora un’indagine che ha permesso di fare luce su una serie di gravi episodi che avevano destato forte preoccupazione tra i residenti.
Foto d’archivio
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