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Ghemme celebra la Beata Panacea: fede, tradizione e incontro tra comunità
Oggi il tradizionale scambio delle stole, poi la messa solenne con il vescovo.
Ghemme celebra la Beata Panacea: fede, tradizione e incontro tra comunità. Oggi il tradizionale scambio delle stole, poi la messa solenne con il vescovo.
Ghemme celebra la Beata Panacea: fede, tradizione e incontro tra comunità
E’ il giorno della Beata Panacea, e come da tradizione l’1 maggio unisce devozione, storia e identità tra Ghemme e Quarona nel ricordo della giovane pastorella martire, uccisa a soli 15 anni dalla matrigna sul monte Tucri nel 1383.
Fin dalle prime ore del mattino la festa è entrata nel vivo: alle 6 la prima messa, accompagnata dalla predicazione, ha aperto una giornata intensa di celebrazioni religiose. Il momento più atteso è però quello dell’incontro tra le due comunità: alle 8 la partenza da piazza Antonelli la processione dell’accoglienza, snodata lungo le vie Novara e Monte Rosa, con il tradizionale e simbolico scambio di croci e stole tra i fedeli di Ghemme e quelli giunti da Quarona.
La messa con il vescovo Brambilla
A seguire, allo scurolo, la messa dei quaronesi presieduta dal parroco don Michele Valsesia, quindi il commiato alla Fontana della Beata. Non è manca l’arrivo del pellegrinaggio da Calasca, accolto con il corteo e l’omaggio della Milizia Tradizionale, a conferma di una devozione che supera i confini locali.
Nel cortile parrocchiale si rinnova un altro rito molto sentito: la benedizione e la distribuzione del pane e del vino, gesto semplice ma carico di significato comunitario. Il culmine della mattinata sarà alle 11 con la messa solenne presieduta dal vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla.
Le funzioni del pomeriggio
Il programma prosegue nel pomeriggio con i secondi vespri alle 17.30 e la messa delle 18, mentre la festa continuerà anche nei prossimi giorni con concerti, incontri culturali e celebrazioni liturgiche, fino alla festa della “Beatina” del 9 maggio.
Una ricorrenza che ogni anno rinnova non solo la memoria della Beata Panacea, ma anche il legame profondo tra comunità e territorio, nel segno di una tradizione che continua a richiamare fedeli e visitatori.
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