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Gli alpini di Prato Sesia ricordano Enzo, tra i fondatori del gruppo

Presenza fissa agli eventi delle penne nere, “inventò” le caldarroste con sale e vino bianco.

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Gli alpini di Prato Sesia ricordano Enzo, tra i fondatori del gruppo. Presenza fissa agli eventi delle penne nere, “inventò” le caldarroste con sale e vino bianco.

Gli alpini di Prato Sesia ricordano Enzo, tra i fondatori del gruppo

Quando un Alpino “va avanti”, il suo saluto non passa mai inosservato. È accaduto anche a Prato Sesia, dove l’altra settimana si è spento Enzo Rosetta, 87 anni, figura storica delle penne nere e socio fondatore del gruppo alpini pratese.

Nato l’1 agosto 1938, Rosetta aveva svolto il servizio militare nel 7mo Reggimento alpini, battaglione Feltre. Un’esperienza che aveva segnato profondamente la sua vita e che aveva alimentato, negli anni, un legame mai interrotto con il mondo alpino.

Le “sue” caldarroste con sale e vino bianco

La sua presenza alle attività del gruppo era costante: dalle feste alle adunate nazionali e intersezionali, fino agli eventi locali.

Gli alpini di Prato Sesia lo ricordano anche per un’idea diventata tradizione: le castagnate di metà ottobre, rese particolarmente apprezzate dalle caldarroste condite con sale e vino bianco, una sua intuizione che ha contribuito a rendere l’appuntamento tra i più seguiti della zona.

Il ricordo del gruppo

Il vicecapogruppo Angelo Frasson lo ricorda con affetto non solo come alpino, ma come amico di lunga data, legato da un rapporto semplice e sincero, fatto di quotidianità e di momenti condivisi anche fuori dal contesto associativo.

I funerali sono stati celebrati con una cerimonia alpina molto partecipata. Le penne nere hanno reso omaggio indossando la divisa e il cappello, mentre la Protezione civile era presente con la divisa regionale. Durante il rito è stata letta la tradizionale “Preghiera dell’alpino”, che accompagna ogni momento solenne della vita associativa.

L’amore per il Borgosesia calcio

Grande appassionato di calcio, Enzo Rosetta era anche tifoso del Borgosesia, squadra alla quale è rimasto legato per anni come abbonato storico. La società granata lo ha ricordato come «una persona gentile, pacata e sempre disponibile», esempio di un tifo sano e rispettoso.

Lascia le figlie Sabrina e Samuela, i generi Fulvio e Raffaele – quest’ultimo membro del gruppo alpini pratese – e gli adorati nipoti. Con lui se ne va un uomo riservato, ma capace di lasciare un segno profondo nella comunità e tra quanti hanno condiviso il suo cammino.

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