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Il mondo del’imprenditoria in lutto per Carlo Vicario
Un uomo che si è fatto da solo: i primi prototipi di betoniere furono assemblati nel garage di casa.
Il mondo del’imprenditoria in lutto per Carlo Vicario. Un uomo che si è fatto da solo: i primi prototipi di betoniere furono assemblati nel garage di casa.
Il mondo del’imprenditoria in lutto per Carlo Vicario
C’è un pezzo di storia imprenditoriale del territorio che se ne va con Carlo Vicario, scomparso nele fine settimana all’età di 87 anni. Viveva a San Marco, frazione di Borgomanero a cui è rimasto profondamente legato per tutta la vita, e proprio da lì aveva avviato un’avventura industriale destinata a superare i confini locali.
All’inizio degli anni Settanta, insieme ai fratelli Felice, Angelo e Mario, Vicario diede vita alle Officine meccaniche Vicario, oggi conosciute come Vicario Gru. Un’azienda nata letteralmente da zero: i primi prototipi di betoniere vennero progettati e assemblati nel garage di casa, con ingegno e spirito di iniziativa. Da quelle sperimentazioni artigianali prese forma una realtà produttiva che, nel tempo, trovò sede nel primo stabilimento nell’area dell’attuale comune di Gattico-Veruno e si orientò sempre più verso la costruzione di macchine per il sollevamento.
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Il boom degli anni Settanta
La qualità delle attrezzature e il contesto favorevole del boom economico contribuirono a una rapida crescita. Nel 1973 arrivò un importante ampliamento dell’area produttiva, che raggiunse i 50mila metri quadrati, mentre negli anni successivi il marchio Vicario si affermò anche oltre i confini nazionali. Tra i modelli più noti, una gru automontante con braccio da 42 metri, diventata un punto di riferimento nel settore. Nel 1992 l’azienda compì un ulteriore passo, affiancando alla produzione un centro dedicato alla rivendita e al noleggio di attrezzature per l’edilizia.
Con lui Borgomanero perde una figura di primo piano del mondo imprenditoriale e umano, capace di coniugare creatività tecnica, onestà e generosità. Un inventore instancabile, che negli ultimi anni, pur in pensione, aveva continuato a progettare e realizzare fontane e fioriere, donate ad amici e associazioni.
La passione per le bocce
Nonostante il passaggio di testimone ai figli e ai nipoti, Carlo Vicario ha continuato a frequentare l’azienda ancora a lungo. Solo dopo il periodo del Covid aveva iniziato un progressivo distacco, fino alla decisione, circa due anni fa, di fermarsi per affrontare la malattia.
Accanto al lavoro, non erano mai mancate le passioni. Su tutte, l’amore per San Marco e quello per le bocce, disciplina in cui aveva ottenuto numerosi successi, tra cui un titolo italiano negli anni Settanta. Un percorso sportivo testimoniato dalle tante coppe e targhe conservate nella taverna di casa e nel suo ufficio. Carlo Vicario ha lasciato la moglie Rosanna, i figli Ermanno, Odilia e Giorgia, la nuora Franca, i generi Diego e Giuseppe e gli amati nipoti.
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