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Ex Pipa ridotta a discarica: rifiuti e degrado nell’ex dancing di Prato Sesia. LE FOTO

Il Comune ordina lo sgombero, ma l’immobile resta invischiato nelle tele della burocrazia.

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Ex Pipa ridotta a discarica: rifiuti e degrado nell’area dell’ex dancing di Prato Sesia. Il Comune ordina lo sgombero, ma l’immobile resta invischiato nelle tele della burocrazia.

Ex Pipa ridotta a discarica: rifiuti e degrado nell’area dell’ex dancing di Prato Sesia

Cumuli di immondizia, arredi abbandonati e un’area ormai fuori controllo. L’ex dancing “Pipa” di Prato Sesia, chiuso da oltre quindici anni, è diventato nei fatti una discarica a cielo aperto non autorizzata, nel pieno centro del paese, lungo la strada principale che conduce a Grignasco.

Mentre sul piano giuridico l’immobile resta intrappolato in un complesso limbo burocratico, sul piano reale la situazione è sotto gli occhi di tutti. Rifiuti di ogni genere vengono scaricati nell’area esterna del complesso, che occupa una superficie complessiva di circa 24mila metri quadrati, aggravando un degrado che dura da anni.

Il problema della proprietà

Dal punto di vista formale, l’ex Pipa è recentemente tornata in capo alla società “Sabena srl”, dopo che il tribunale di Novara ha chiuso la procedura di curatela fallimentare, avviata in seguito al fallimento del 2008. Tuttavia sull’immobile grava ancora un’ipoteca, inizialmente stipulata con la Banca di Intra e oggi riconducibile al gruppo Intesa Sanpaolo, attraverso una catena di acquisizioni che ha coinvolto Veneto Banca Holding. Una situazione che, di fatto, blocca qualsiasi prospettiva di recupero o vendita.

Nel frattempo, però, l’area viene utilizzata impropriamente come punto di scarico abusivo. Ai rifiuti si sommano gli arredi dell’ex locale, rimasti sul posto dal 2008, anno in cui una serie di incendi rese inagibile il complesso. Da allora, il sito non è mai stato realmente bonificato né messo in sicurezza.

Il Comune ordina lo sgombero

Una condizione definita “grave” dall’amministrazione comunale, che ha deciso di intervenire con fermezza. «Già lo scorso giugno – spiegano dal Comune guidato dal sindaco Tiana Nicoloso – avevamo emesso una formale diffida alla proprietà, intimando lo sgombero immediato dei rifiuti presenti. Un ordine rimasto completamente inascoltato». Da qui la decisione di avviare una nuova procedura di intimazione, con misure concrete di contrasto al degrado.

Il Comune provvederà a installare una recinzione provvisoria per impedire l’accesso dall’esterno, oltre a un sistema di videosorveglianza corredato da apposita cartellonistica. «L’obiettivo – spiegano gli amministratori – è evitare ulteriori depositi abusivi e garantire un minimo livello di tutela del territorio». Tutti i costi degli interventi, così come le eventuali sanzioni civili e penali previste dalla legge, saranno interamente addebitati alla proprietà.

I tre incendi del 2010

L’ex Pipa è chiusa dal 2008, dopo il fallimento della Sabena, mentre la piscina era rimasta in funzione ancora per un anno. Negli anni successivi il complesso è stato interessato da almeno tre incendi: due ravvicinati nel 2010, che fecero naufragare il tentativo di riaprire la piscina, e un terzo, avvenuto successivamente all’interno dell’ex sala da ballo, probabilmente di origine accidentale.

Nel tempo sono state indette diverse aste per la vendita dell’area, tutte andate deserte. Il valore iniziale, stimato in poco meno di due milioni di euro, era progressivamente sceso fino a circa 900mila euro, senza però attirare acquirenti. «Un dato – osservano ancora dal Comune – che testimonia il disinteresse del mercato verso un sito lasciato per anni al degrado».
Foto Sandro Mori

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