Seguici su

AttualitàNovarese

Piscina, Pro loco, migranti e semafori: a Ghemme un Barlan scatenato

Bacchettate pesanti da parte del re del carnevale.

Pubblicato

il

Piscina, Pro loco, migranti e semafori: a Ghemme un Barlan scatenato. Bacchettate pesanti da parte del re del carnevale.

Piscina, Pro loco, migranti e semafori: a Ghemme un Barlan scatenato

Quest’anno il Barlan di Ghemme ha distribuito bacchettate a tutto campo: nel mirino soprattutto il Comune (come sempre accade), ma anche il caso della Pro loco, i migranti, la viabilità, i postini e quant’altro. Un discorso decisamente poco “polically correct”, come dovrebbe essere per la maschera del paese durante il suo discorso ufficiale.

A introdurlo, quest’anno, è stata una Madama Pangin dal volto nuovo: Antonella Rasario. Per una volta è stata proprio lei a rompere il ghiaccio, ricordando come il Barlan sia impersonato per la decima volta da Massimo Quercioli.

Piscina, semafori e viabilità

Nel mirino del sovrano è finita anzitutto la piscina comunale, simbolo – a suo dire – di promesse elettorali rimaste a metà. «In campagna si diceva che si rimetteva in funzione…», ha lasciato intendere, tra il serio e il faceto. Non meno pungente il commento sui semafori all’incrocio con la nuova via sulla circonvallazione verso Carpignano, definiti «un albero di Natale» per la quantità di luci e la confusione che generano.

Capitolo viabilità: nella strada che conduce alle scuole, il Barlan ha invitato gli automobilisti a moderare la velocità – «non siamo Schumacher» – ma ha anche sollecitato controlli più serrati e sanzioni. Una tirata d’orecchi doppia, insomma, a cittadini e amministratori.

L’auto del postino e la Pro loco commissariata

Tra le immagini più vivide del discorso, quella della macchina del postino andata a fuoco: da lì il nostalgico rimpianto per i tempi in cui i portalettere giravano in bicicletta, si fermavano per due parole e la posta arrivava puntuale. E ancora, la critica al parcheggio davanti al sagrato della chiesa, dove il delicato pavimento in lastre versa in cattive condizioni: consentire la sosta delle auto, per il re del Carnevale, è stata «una vera stupidaggine».

Non sono mancate frecciate alla politica locale, tra scissioni interne all’amministrazione comunale e il commissariamento della Pro loco, con l’auspicio di un ritorno al dialogo «per il bene della popolazione». E uno sguardo, a modo suo, anche alla comunità bengalese presente in paese: il Barlan ha invitato a un maggiore rispetto delle regole della circolazione, suggerendo al contempo di valorizzare queste presenze con lavori utili alla collettività.

Il ricordo delle Kessler

Il discorso ha poi virato su toni più leggeri e amarcord, con il ricordo delle gemelle Kessler che ai tempi avrebbero lasciato il segno in paese con minigonne audaci e passeggiate tra i vigneti. E proprio di vigneti si è parlato quando il sovrano ha difeso il vino e i vignaioli, lamentando che demonizzare il consumo significhi penalizzare un comparto che rappresenta fatica, tradizione e identità.

“Viva la Pace di Ghemme”

Chiusura in positivo con il plauso al ritorno della rappresentazione della “Pace di Ghemme”, evento storico unico – «firmare la pace senza aver fatto la guerra» – e con l’elogio al libro dedicato al Carnevale, definito opera eccelsa che meriterebbe un posto in ogni casa ghemmese.

Poi, archiviate le staffilate, è arrivato il momento della convivialità: cucchiai alla mano e via alla fagiolata. Perché a Carnevale si può dire tutto, ma alla fine si resta sempre – e soprattutto – una comunità attorno alla stessa piazza.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *