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Ghemme, la festa di San Fabiano diventa terreno di scontro tra fedeli e Comune
Contestati i ritardi nell’opera di ristrutturazione della chiesetta.
Ghemme, la festa di San Fabiano diventa terreno di scontro tra fedeli e Comune. Contestati i ritardi nell’opera di ristrutturazione della chiesetta.
Ghemme, la festa di San Fabiano diventa terreno di scontro
La festa religiosa di San Fabiano, a Ghemme, si è trasformata l’altra settimana in un momento di confronto acceso tra il gruppo di fedeli che si occupa del piccolo oratorio e l’amministrazione comunale. Terminata la celebrazione, alla presenza di numerosi partecipanti, alcuni rappresentanti degli “amici di San Fabiano” hanno espresso pubblicamente il proprio disappunto per lo stop ai lavori di ristrutturazione dell’edificio.
I restauri, avviati diversi anni fa grazie all’impegno dei residenti della zona, erano stati sostenuti anche da una raccolta fondi. Tra le iniziative benefiche, l’assegnazione delle piastrelle destinate a quello che dovrebbe diventare il nuovo pavimento dell’oratorio. Tuttavia, l’interruzione dei lavori ha finora impedito ai benefattori di vedere completato l’intervento.
Il messaggio letto ai fedeli
Al termine della funzione è stato letto un messaggio del gruppo: «Abbiamo voluto festeggiare San Fabiano anche se in tono minore. In realtà ci sarebbe ben poco da festeggiare, visto che in tutto l’anno non si è potuto procedere ai restauri a causa dello scarso impegno della nostra amministrazione e della mancanza di personale dell’ufficio tecnico, preposto a seguire le procedure. Ci sono stati notevoli ritardi anche nel pagare i lavori già fatti: una fattura di febbraio 2025, ad esempio, è stata liquidata solo a novembre».
I fedeli hanno inoltre ricordato che esistono 12mila euro stanziati dalla Fondazione Crt nel 2023. Fondi che, però, verranno erogati soltanto a lavori conclusi. Secondo il gruppo, mancherebbe solo il completamento delle procedure comunali per arrivare alla fine dell’iter.
La replica dell’amministrazione
Non si è fatta attendere la replica del sindaco Mirko Barbavara. «È stato strano per me e per la consigliera Tamara Bonetto trovarci ad assistere alla messa, per poi scoprirci bersaglio delle lamentele degli amici di San Fabiano – afferma –. Non ci è sembrato quello il momento adatto per esprimerle, anche perché il giovedì precedente avevo incontrato la sostenitrice Beatrice Costa, ex vicesindaco, proprio per chiarire le questioni relative alle fatture».
Il primo cittadino ha spiegato che il ritardo nel pagamento della fattura citata era legato alla necessità di chiedere chiarimenti all’esecutore dei lavori. «Quando la questione è stata chiarita, abbiamo provveduto a liquidare tutte le fatture nel giro di 15 giorni. In precedenza avevamo avuto un incontro con il gruppo perché, essendo arrivati solo un anno e mezzo fa, non eravamo al corrente di quanto si stava facendo nell’oratorio e quale iter andasse attivato. Ci siamo dichiarati assolutamente disponibili a portare avanti le opere. Dopo questi chiarimenti, non ci aspettavamo questa presa di posizione».
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