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Spaccio nei boschi di Gozzano, condannato pusher di 29 anni

Pena di tre anni e due mesi per un nordafricano beccato a vendere droga lungo la “strada dei rubinetti”.

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Spaccio nei boschi di Gozzano, condannato pusher di 29 anni. Pena di tre anni e due mesi per un nordafricano beccato a vendere droga lungo la “strada dei rubinetti”.

Spaccio nei boschi di Gozzano, condannato pusher di 29 anni

Un sistema rapido e difficile da intercettare, già visto in altre indagini sullo spaccio nei boschi del Novarese. Bastavano pochi secondi: il pusher usciva dalla vegetazione, consegnava la dose al cliente arrivato in auto o in moto, incassava il denaro e spariva di nuovo tra gli alberi.

Per questa attività, scoperta dai carabinieri della compagnia di Arona, il tribunale ha condannato un 29enne marocchino senza fissa dimora, a 3 anni e 2 mesi di reclusione e a una multa di 6.400 euro. La pena è stata stabilita in continuazione con una precedente sentenza emessa dal tribunale di Milano per episodi analoghi.
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In azione sulla “strada dei rubinetti”

L’intervento dei militari risale al novembre 2022 a Gozzano. L’uomo era stato individuato in un’area già da tempo sotto osservazione per sospette attività di spaccio. I carabinieri lo avevano notato il giorno prima mentre si avvicinava a un’auto ferma a bordo strada per poi rientrare rapidamente nella boscaglia, ripetendo più volte lo stesso comportamento.

Le indagini si erano concentrate nella zona boschiva che costeggia la provinciale 167 , la cosiddetta “strada dei rubinetti”, dove erano state segnalate frequenti presenze di giovani e movimenti sospetti compatibili con la vendita di droga.

Il blitz dei carabinieri

Durante il blitz i militari avevano sequestrato oltre 60 grammi di eroina, circa 40 grammi di cocaina e 67 grammi di hashish, già suddivisi in dosi pronte per lo spaccio. Recuperati anche diversi telefoni cellulari, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e circa 800 euro in contanti.

Con il ventinovenne era presente anche un giovane connazionale, che ha seguito un diverso percorso processuale.
Foto d’archivio

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