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Borgosesia Tiramani lancia Fabrizio Bonaccio: sarà candidato a sindaco

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Borgosesia Tiramani non si ricandiderà: passa il testimone a Fabrizio Bonaccio, attualmente vicesindaco.

Borgosesia Tiramani non si ricandida

Come aveva già annunciato, il sindaco di Borgosesia Paolo Tiramani non si ricandiderà per un altro mandato. E in vista dell’imminente tornata elettorale passa il testimone al suo vice Fabrizio Bonaccio che sarà l’uomo di punta dell’attuale gruppo di maggioranza.
A poche settimane dalla presentazione delle liste per le amministrative, si iniziano a delineare gli schieramenti. A Borgosesia sono sicure tre liste, a cui potrebbe aggiungersene una quarta. A rompere il silenzio per prima è l’attuale maggioranza. Il primo cittadino conferma che non sarà della partita: «Non mi candido a sindaco né a qualunque altro ruolo in consiglio, anche da esterno – dice Tiramani -. Con questo non vuol dire che lascerò la politica, infatti proseguirò nell’incarico parlamentare per tutelare gli interessi del territorio, se sarà possibile anche nella prossima legislatura».

La questione giudiziaria

A pesare nella decisione di Tiramani è soprattutto la questione giudiziaria che lo coinvolge per l’inchiesta sui rimborsi di quando era consigliere regionale: «Siamo al quinto grado di giudizio per una vicenda che risale a più di dieci anni fa – osserva -, e che ha espresso esiti differenti, tra assoluzioni e condanne. Ora devo attendere si pronunci la Cassazione. Un secondo mandato lo avrei fatto volentieri e allo stato attuale non c’è alcun ostacolo a una mia candidatura. Tuttavia, sarebbe un azzardo per effetto della legge Severino che, in caso di successo alle urne, potrebbe in futuro azzerare la giunta e far tornare Borgosesia al voto. Sarebbe una scommessa che potrebbero pagare i borgosesiani. E, a ribadire l’assurdità della legge in questione, non sono invece previste sospensioni dall’incarico parlamentare: in caso di condanna non potrei fare il sindaco, ma il deputato sì».

Il candidato

Tiramani indica il successore al voto: «Abbiamo scelto la soluzione interna, a conferma della condivisione che ha sempre contraddistinto il nostro gruppo. Il nostro candidato sarà Fabrizio Bonaccio. E’ la persona giusta, in questi cinque anni si è impegnato a fondo e con passione, più di tutti ha capito il funzionamento della macchina amministrativa, non si è mai risparmiato. Tutto il gruppo ha riconosciuto in lui la persona adatta. Come ho detto, io sarò fuori: tiferò per il mio gruppo, ma non ricoprirò alcuna carica in caso di vittoria, neppure da esterno o da coordinamento, non voglio condizionare nessuno. Con Fabrizio c’è piena sintonia e visione, ma lui dev’essere lasciato libero di lavorare come meglio crede, con oneri o onori».
Anche il gruppo dell’attuale maggioranza che si presenterà al voto resterà per la maggior parte invariato: «L’ossatura del gruppo rimane – conferma il sindaco -, ovviamente con qualche ricambio a sostituire chi ha deciso di lasciare per motivi personali».

Il mandato

Tiramani non siederà più in consiglio comunale dopo quasi vent’anni: «Sono entrato in consiglio poco più che ventenne, ne esco a quasi quaranta, dopo aver ricoperto tutti i ruoli, dalla minoranza al consigliere, all’assessore, sino a quello che considero l’incarico più bello per ogni amministratore, il sindaco, che ti dà l’opportunità di realizzare qualcosa di buono per la tua città. Era il mio sogno e l’ho realizzato». E il primo cittadino parla di cinque anni «bellissimi ed emozionanti. Qualche idea buona sono riuscito a concretizzarla. Penso alla trasformazione della piazza centrale, al rifacimento delle scuole, al recupero della pista di atletica, alla riqualificazione del Centro sportivo Milanaccio. Sono orgoglioso di poter dire di aver realizzato tutto quanto era stato indicato nel programma elettorale, andando anche oltre con opere che non erano in previsione come appunto il centro Milanaccio. Soprattutto sono migliorati tanti servizi, è stata rivitalizzata la Seso che da un carrozzone pieno di debiti è diventata una società efficiente e puntuale. E non dimentico il buon rapporto con i cittadini, cui ho dato massima disponibilità, li ho sempre ricevuti e dato risposte a tutti».
Resta un cruccio al sindaco uscente: «Avrei voluto ridare vita all’ex ospedale – conclude Tiramani -. La base è stata approntata per la trasformazione in una struttura di assistenza per anziani, mi sarebbe piaciuto fossero già partiti alcuni lavori più consistenti, ma i tempi sono davvero molto lunghi, sarebbero stati necessari due mandati».

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