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Ecco perché Crevacuore non farà fusioni con altri Comuni | LA LETTERA

«I piccoli Comuni sono il tessuto che tiene vivo il territorio».

Ecco perché Crevacuore non farà fusioni con altri Comuni: a nome dell’amministrazione comunale, riceviamo e pubblichiamo.

Ecco perché Crevacuore dice no alla fusione

Scrive il sindaco Ermanno Raffo: «In questi giorni abbiamo ricevuto una comunicazione dai Sindaci di Coggiola e Pray in merito all’inizio dell’iter amministrativo diretto alla fusione delle due municipalità e l’invito al Comune di Crevacuore, che mi onoro di rappresentare, e ad altri Comuni limitrofi di unirsi al progetto. Con i colleghi di giunta e con i consiglieri è stata fatta una profonda riflessione sulla proposta, che ha tenuto conto del programma approvato con il loro voto dai nostri concittadini e la situazione generale, storica, geografica, tecnica ed economica del Comune di Crevacuore.

Italia realtà dei piccoli Comuni

In Italia esistono oltre 8mila Comuni di cui oltre il 70 per cento ha meno di 5mila abitanti e i piccoli Comuni rappresentano in molti casi un presidio indispensabile per conservare non solo l’identità e le tradizioni, ma la stessa permanenza sul posto della popolazione. “La vita dei piccoli Comuni, delle popolazioni che in essi risiedono, sono parte essenziale del progredire della Repubblica, e le attese da queste realtà meritano particolare attenzione e ascolto da parte delle istituzioni, a tutti i livelli”. Sono frasi del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contenute in un telegramma di augurio inviato in occasione della XIX Conferenza Nazionale Anci piccoli Comuni tenutasi nel luglio 2019 a Gornate Olona.

Governo sensibile e attento

“La bellezza, la ricchezza, la qualità del nostro Paese sono espresse – prosegue Mattarella – oltre che dai nostri luoghi, dai valori civili delle sue comunità, dalle molteplici originali storie che hanno costruito identità e sedimentato cultura”. Il citato convegno aveva questo titolo “Noi siamo piccoli ma… facciamo grande l’Italia”. Segno anche di un mutato atteggiamento del Governo centrale verso i piccoli Comuni, che ha generato lo stanziamento di fondi (garantiti per più esercizi) proprio per le municipalità sotto i 5mila abitanti, quindi non solo stanziamenti per incentivare la fusione.

Per noi è no

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Per tutte queste considerazioni, per il rispetto che abbiamo per il nostro Crevacuore e per i cittadini che ce ne hanno affidato il “governo”, ringraziamo per la proposta, ma non intendiamo aderirvi, augurando nel contempo ai due colleghi sindaci buon lavoro ed un positivo esito per l’iniziativa intrapresa».

2 Commenti

  • Luca ha detto:

    Sbaglio commento Sindaco. Qui non stiamo parlando della creazione di megalopoli. Stiamo parlando di migliore gestione di comuni simili per popolazione e territorio.
    Togliendo burocrazia a noi cittadini. Se invece di 8000 comuni fossero la metà…..

  • alessandro belviso ha detto:

    la razionalizzazione dei comuni è in linea di massima auspicabile non lo è la cancellazione dell’identità storica culturale, il loro toponimo. mantenere le loro differenze ed al contempo integrarli in una rete relazionale che possa essere un condominium

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