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Politica

«Macché ”bene comune”: a sfasciare la giunta di Borgosesia è la lotta delle poltrone»

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Il centrosinistra prende posizione sullo scontro politico in seno alla giunta

Dal gruppo di opposizione “Per cambiare Borgosesia” riceviamo e pubblichiamo un intervento riguardo la spaccatura che si è creata e formalizzata in seno all’amministrazione e alla giunta della città.

«È con sincero stupore e profonda incredulità che abbiamo accolto le dichiarazioni ufficiali rilasciate in questi giorni dal vicesindaco Alice Freschi e da Paolo Tiramani: entrambi hanno ammesso di voler mantenere le rispettive cariche solo ed esclusivamente per il “bene di Borgosesia”, per un presunto “bene comune” al quale prima non sembravano così interessati. Nobile scopo, indubbiamente; in realtà copertura di comodo per farsi fuori a vicenda in un gioco politico sporco, nel quale di “bene” e di “comune” c’è ben poco.

«La revoca delle deleghe all’assessore Tiramani è sulla bocca di tutti. Una revoca avvenuta per il ‘bene comune’. Per quello stesso ‘bene’ Tiramani promette di impegnarsi nei prossimi mesi e sette consiglieri decidono di continuare a sostenerlo, accettando di restare in seno a una giunta in cui non dovrebbero più riconoscersi. Curioso, perché dal tragico giugno dello scorso anno questo bene comune non aveva più trovato spazio sulle prime pagine dei giornali. Oggi però, a pochi mesi dalle elezioni, chissà perché riappare trionfale sulla scena politica.

«Chi potrebbe negare che, ormai da tempo, l’ex assessore Tiramani sia impegnato in un’attiva campagna contro il vice-sindaco, fino al punto di arrivare a svilirne l’immagine e declassarne il ruolo? È inconcepibile che un consigliere comunale e assessore agisca in queste vesti contro lo stesso Comune che amministra, scavalcando spesso il vicesindaco nelle sue prerogative istituzionali e parlando come se fosse lui il sindaco di Borgosesia.

«Nulla gli vietava di intraprendere una campagna elettorale contro Freschi, o contro tutti, ma avrebbe almeno dovuto dimettersi da assessore: si trattava di scegliere tra un percorso politico nuovo, trasparente e onesto, e il mantenimento di una poltrona molto comoda. Si è dimesso, l’assessore Tiramani? No, ovviamente, finché Alice Freschi non gli ha indicato la porta. Ma certo questa non è stata una decisione improvvisa. Lo strappo interno alla maggioranza è noto a tutti da tempo. E allora che cosa li ha tenuti “uniti” fino ad oggi? Soltanto quel “cadreghino”, al quale gli uni e gli altri mostrano di essere molto affezionati.

«Di fronte a un simile scenario, che mostra senza pietà lo sfacelo dell’eredità lasciata da Buonanno, noi non possiamo che prendere le distanze da entrambe le fazioni. La realtà dei fatti è che, oggi, Borgosesia non ha una giunta che la amministri, perché chi doveva lavorare per i cittadini si sta facendo guerra in modo meschino e opportunista. A rischio di commissariamento – forse il male minore – Borgosesia attende le prossime elezioni; noi non ci faremo trascinare in questa altalena di sfiducia reciproca: risolvano da soli i loro problemi, fra i quali – è chiaro a tutti – il benemerito “bene comune” sta occupando il posto della serva».

Per cambiare Borgosesia

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