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Minoranza Quarona: un errore “allungare” i debiti del Comune | LA LETTERA

Il gruppo “Rinnoviamo l’impegno per Quarona” critico sulla scelta di rinegoziare i mutui.

minoranza quarona

Minoranza Quarona contro la rinegoziazione dei mutui: la posizione del gruppo “Rinnoviamo l’impegno per Quarona”.

Minoranza Quarona e i mutui

Il gruppo “Rinnoviamo l’impegno per Quarona” dice no alla rinegoziazione dei mutui approvata durante l’ultimo consiglio comunale. «Abbiamo votato no alla rinegoziazione dei mutui del nostro Comune così come proposta dall’amministrazione Pietrasanta perché per fare cassa nell’immediato fa pagare oltre 850.000 euro di maggiori interessi ai cittadini, impegnando pesantemente i bilanci futuri, fino al 2043, con il trasferimento dei relativi oneri alle generazioni future. Premettiamo che la rinegoziazione dei mutui proposta dalla Cassa depositi e prestiti è solo una possibilità tecnica finalizzata a liberare la liquidità necessaria per fronteggiare eventuali difficoltà di bilancio degli enti locali (tra cui i Comuni) derivanti dall’emergenza Covid-19».

Operazione straordinaria

«Una corretta operatività avrebbe imposto la quantificazione di massima di questo maggior fabbisogno (valutazione non predisposta dall’amministrazione), da finanziare con detta rinegoziazione per non pesare nell’immediato sui cittadini – continuano i consiglieri – Al tempo stesso ciò avrebbe reso evidente la volontà di non approfittare dell’operazione per aggirare la previsione costituzionale (articolo 119) che vincola gli indebitamenti a progetti di investimento e non andare invece ad incrementare la possibilità di fare spesa corrente, che l’esperienza ci dice non essere sempre necessaria. La straordinarietà dell’operazione, che ben si comprende possa essere differente da comune a comune, in relazione al diverso impatto economico prodotto dall’epidemia sulle realtà economiche locali nonché dai diversi livelli di indebitamento dei comuni, è confermata dalla previsione legislativa che vede la possibilità di utilizzo delle risorse liberate per coprire spese correnti limitata nel tempo (esercizi dal 2020 al 2023)».

Allungamento dei mutui

«La rinegoziazione dei mutui, per la metodologia prevista dalla Cassa stessa (equivalenza finanziaria dei flussi futuri) ma, soprattutto, per la decisione dell’amministrazione Pietrasanta di aderirvi integralmente, risulta essere drammaticamente onerosa per il nostro Comune – constatano – Questa operazione produrrà infatti: 1) un notevole allungamento della durata dei mutui, che in media raddoppia passando dagli attuali 12 a 24 anni, con un poco edificante trasferimento di oneri alle generazioni future; 2) un pesantissimo costo in termini di maggiori interessi (+51%) per oltre 850mila euro; 3) per alcuni mutui (quelli più recenti contratti a tassi interessanti), tassi di rinegoziazione superiori agli attuali, conseguentemente non si comprende perchè dovremmo accettare condizioni di prezzo più sfavorevoli; 4) per molti mutui, per i quali, in relazione alla vita residua breve (da 5 a 9/10 anni), con le rate in scadenza stiamo rimborsando una quota prevalente di capitale, mentre con i nuovi piani di ammortamento ripartiremo a pagare soprattutto interessi, per un ammontare complessivo pari a circa due-tre volte quello attuale; 5) tassi post-negoziazione (la media, ponderata per i vari debiti residui, risulta intorno al 4%) più che doppi rispetto a quelli richiesti dalla medesima Cassa depositi e prestiti per analoghi nuovi mutui a 20 anni (attualmente 1,8%)».

«Danno economico»

«Un inutile danno economico alle casse comunali, e quindi in ultima istanza ai cittadini quaronesi, anche nell’ipotesi più virtuosa che la nuova disponibilità sia in futuro utilizzata per finanziare opere pubbliche, visto le attuali più favorevoli condizioni di emissione dei nuovi mutui.
Conseguentemente, ribadita l’anti-economicità dell’approvata rinegoziazione, non possiamo che esprimere il nostro forte dissenso all’operazione e stigmatizzare le scelte dell’amministrazione Pietrasanta che, ancora una volta, appare più attenta alle esigenze immediate del consenso che non al bene della nostra comunità (in particolare delle nuove generazioni) in un’ottica pluriennale di più ampio respiro. Rimane infine difficile capire come il notevole appesantimento degli obblighi debitori del nostro Comune (più 850mila euro) possa essere definito dal sindaco come il “rilancio finanziario del comune”».

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