Notizia Oggi Borgosesia > Politica > Referendum: quando elettori e sindaci sono su strade diverse
Politica Borgosesia e dintorni Gattinara e Vercellese Sessera, Trivero, Mosso -

Referendum: quando elettori e sindaci sono su strade diverse

Il sì ha ottenuto una netta maggioranza anche in quei centri in cui il primo cittadino si era espresso per il no.

Referendum: quando

Referendum: quando elettorato e sindaci la pensano diversamente. Numerosi i centri in cui i primi cittadini si sono schierati per il no, mentre i votanti sono stati in larga maggioranza a favore del sì.

Referendum: quando cittadini e sindaci vanno su strade diverse

Il referendum per il taglio dei parlamentari ha ottenuto anche in zona una netta maggioranza di sì. In media, circa due elettori su tre hanno votato a favore della riforma. Con una eccezione: Carcoforo, piccolo centro dell’alta Valsesia dove si sono espressi contro la riforma 17 cittadini contro 12 favorevoli. In provincia di Vercelli c’è solo un altro piccolo centro che è andato in controtendenza: Collobiano. Quello che può apparire curioso, al di là di queste “mosche bianche”, è il fatto che nei principali centri gli elettori hanno votato all’opposto delle intenzioni espresse dai rispettivi sindaci. I casi sono parecchi, ma possiamo citare i tre più significativi per le dimensioni del centro interessato.

Borgosesia

Borgosesia, per esempio. Il sindaco nonché deputato Paolo Tiramani ha in più occasioni annunciato un suo voto contrario alla riforma: «Non so quale sarà l’esito del referendum, – scriveva sul suo profilo Facebook il 19 settembre – sempre più combattuto e incerto. Mi chiedono cosa voterò : il taglio era una opportunità se suffragato da una riforma elettorale che dava rappresentanza ai territori, almeno un eletto per provincia ma non sono riusciti ad approvare nulla. Così? Io voto no, perché non vi è alcuna certezza. E poi, perché mai dovremmo assecondare Conte, Di Maio e Toninelli?». Argomentazioni che non hanno convinto i cittadini di Borgo, dove il sì ha vinto col 66 e rotti per cento.

Gattinara

Stessa musica a Gattinara. «Comprendo benissimo le ragioni di chi voterà sì e le rispetto – postava il mattino del 20 settembre il sindaco Daniele Baglione -. Io però voterò no. Se passasse, come è probabile, questa proposta di riforma il mio Comune e la mia piccola Provincia (come quelle vicine), di fatto, perderebbero la possibilità di avere un rappresentante del territorio in Parlamento e questo non è ammissibile». Baglione elencava poi una serie di proposte a suo giudizio di buon senso per far funzionare meglio la macchina parlamentare.
Anche qui però i cittadini hanno ascoltato altre voci, mandando il sì a sfiorare il 67 per cento.

Valdilana

Questi sono i sindaci della Lega, ma anche nel centrosinistra si è dovuto inghiottire il rospo. A Valdilana non solo il sindaco Mario Carli, ma anche altri assessori nonché il presidente del consiglio comunale si erano apertamente schierati per il no, mettendoci la firma nel gruppo capitanato dall’ex deputato Wilmer Ronzani. Anche qui, come negli altri casi, quello che si rifiutava non era il taglio dei parlamentari in sè, ma il fatto che questa misura non fosse inserita in un programma di riforma completo e organico. Niente da fare: a Valdilana il sì ha sfiorato il 70 per cento.

LEGGI NOTIZIA OGGI DA CASA: IL TUO GIORNALE COMPLETO IN VERSIONE DIGITALE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente