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Coggiola, la cicloscalata per Viera nacque 50 anni fa in gelateria

Il tutto raccontato in un video 

Un video per raccontare la scalata in bicicletta tra Coggiola e Viera che pochi giorni fa ha celebrato la sua edizione del mezzo secolo.

Mezzo secolo di storia che si intreccia con la storia di tutto il paese raccontato in un video curato da Vincenzo Lentini e di Ruggero Coltro, e presentato nei giorni scorsi al Don Fava dalla Pro loco di Coggiola e di Viera, che hanno preso in mano le redini dell’organizzazione.

«Non è stato facile – ha detto Lentini – condensare in un’ora tutto il materiale che abbiamo raccolto. In molti, come me, in sella alle loro biciclette hanno partecipato a questa gara e il video è proprio dedicato a tutti loro. Un grazie va alle Pro loco e a Bruno Cerutti, che ha dato il via a questa nostra piccola grande tradizione».

La nascita di questo evento è contenuta anche nel titolo dell’opuscolo sulla manifestazione “…podria mandeve su a la Viera in bicicletta” (cioè, “potrei mandarvi su alla Viera in bicicletta”). «In un pomeriggio di luglio di cinquant’anni fa – ha raccontato Cerutti, allora insegnante alle medie e con una grande passione sportiva – ho visto quattro dei miei studenti seduti nell’allora gelateria con aria annoiata a fare niente. Allora li ho apostrofati dicendogli che gli avrei trovato io qualcosa da fare: per esempio, mandarli alla Viera in bici. Non ci fu una risposta entusiasta, solo un “oh…” Che però ha fatto scattare la scintilla. Il sabato successivo erano in 14 alla partenza, e non solo studenti. Poi l’organizzazione si è ampliata, sono nate delle piccole e simpatiche rivalità e sfide tra i partecipanti, La gara, che non si è disputata ogni anno, ha radunato intere generazioni».

 Il video è coinvolgente e mostra la prima gara che vede al via (nell’ordine di arrivo) Pietro Murrone, Loredano Guaraglia, Mauro Perazio, Gilberto Milanese, Aldo Gabasio, Salvatore Gatto, Maurizio Sella, Ermanno Fava D’Alberto, Vincenzo Lentini, Tonino Bozzalla Bondio, Domenico Vercella Marchese, Ugo Bruno, Roberto Ugo Ventre, Bruno Dazza. Alcuni di loro hanno partecipato a diverse edizioni, sempre con lo stesso spirito. Uno solo, Tonino Bozzalla Bondio, ha partecipato a tutte le edizioni.

Nei primi anni la strada era sterrata dal “Camplin” sino all’arrivo mettendo a dura prova i concorrenti. Il percorso è di circa 4,6 chilometri con un dislivello di 282 metri. In quella storica gara un concorrente acquistò la bicicletta il giorno stesso e solo due salirono in sella a una bicicletta da corsa. Durante il percorso era stato istituito un traguardo volante alla “curva del salamat”, proprio perché il premio consisteva in un salame. Il premio finale invece era un’anguria e un bacio al primo arrivato da una improvvisata miss locale.

 Le immagini ripercorrono le varie edizioni della gara che si intrecciano alla storia del paese: il lavoro nelle industrie tessili, i ritrovi all’alpe di Noveis, i luoghi di ritrovo come il cinema, i bar, le balere. E poi ancora l’arrivo di don Orfeo Torello e poi di don Carlo Borrione, il rifugio di Monte Barone o il Cavallero e altri luoghi cari ai coggiolesi. E poi la cronoscalata in carrozzina di Ugo Bassotto, l’alluvione, l’impegno delle associazioni, lo spezzone del giro d’Italia sulla stessa strada che conduce a Viera.

Il video ha un commento simpatico, ironico e anche emozionante. Si passa dalle edizioni con anche 66 partecipanti a quella di quattro del 1968 vista la pioggia. I partecipanti negli anni si sono susseguiti, ci sono stati gli eterni ultimi ma sempre sulla sella a partecipare nonostante la fatica, ci sono state le donne, i tandem, i papà con i figli nel seggiolino. Ma c’è stata e c’è ancor oggi la voglia di stare insieme, di gareggiare in modo sano.

Pochi giorni fa al via erano in tanti con indosso la maglia nera con stampato il logo del 50° anniversario. Un giro “storico” nei bar del paese per ricordare, per chiacchierare e poi tutti insieme sulla salita che li ha portati ancora una volta a Viera.

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