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Gattinara, la Comero chiede ”cassa” ordinaria

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Un mese fa l’azienda aveva annunciato la decisione di ridurre lo stipendio a ciascun lavoratore di circa 1.700 euro all’anno

Pochissimi i punti fermi emersi nell’incontro dei giorni scorsi con i sindacati sul futuro dei 155 lavoratori del lanificio Comero di Gattinara. Uno verte sulla richiesta di cassa integrazione ordinaria. «Al momento – dice il segretario provinciale dei tessili Cgil, Daniele Bovolenta – non sappiamo con precisione ancora quanti lavoratori saranno toccati dal dispositivo, non credo tantissimi. Così come non ci sono ancora chiari i termini della cassa».Nulla di definito per quanto riguarda la richiesta di reintrodurre l’integrativo in azienda. «Il lanificio ha rinnovato la volontà di ridefinire il contratto, però sull’entità e le modalità non ci sono ancora posizioni precise. Per questo ci siamo dati ancora un po’ di tempo». Azienda e sindacati torneranno a sedersi al tavolo delle trattative dopodomani, mercoledì 6 dicembre, sempre nella sede di Confindustria a Vercelli.

L’azienda ha annunciato la decisione di recedere dall’accordo stipulato 15 anni fa riducendo di fatto lo stipendio ai lavoratori di circa 1.700 euro all’anno a testa. All’indomani della comunicazione, che comprensibilmente aveva fatto entrare in fibrillazione i lavoratori, si era tenuto un primo incontro con i sindacati; in quella occasione l’azienda si era detta disponibile alla revisione dell’accordo, chiedendo qualche settimana di tempo per mettere a punto una proposta. C’è da dire che l’attuale contratto integrativo è obsoleto: dagli inizi degli anni Duemila, quando è stato stipulato, le condizioni del mondo del lavoro sono molto cambiate. Pare comunque necessario rivederlo alla luce del momento attuale. Il sindacato aveva lanciato la proposta di legarlo ai risultati ottenuti annualmente dall’azienda. Nel primo incontro era stata anche ribadita la volontà dell’azienda di non procedere con alcun ridimensionamento, né ristrutturazione.

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