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Romagnano, aule al freddo: in sciopero i ragazzi dell’artistico

E’ capitato che le lezioni si seguissero con le coperte di lana addosso

I 13 gradi nelle aule fanno infervorare gli studenti del liceo artistico Casorati di Romagnano: è scattata nei giorni scorsi la protesta.  E’ capitato che lezioni si seguissero con le coperte di lana addosso, e la scorso giovedì c’erano solo sette ragazzi in tutto l’istituto. Una situazione che dura da settimane; così pochi giorni fa gli studenti hanno protestato con uno sciopero.

Da un mese a questa parte, cioè da quando, intorno alla metà di aprile, i termosifoni delle scuole gestite dalla Provincia sono stati spenti “da contratto”, le condizioni per seguire le lezioni si sono fatte difficili. La cosa ha portato all’esasperazione i ragazzi, mentre lunedì è stata inviata alla Provincia una lettera firmata dai dirigenti del liceo artistico e del Bonfantini, dal Comune e dai genitori. Con la missiva è stata chiesta maggiore flessibilità nei contratti di fornitura di combustibile, visto che il freddo primaverile non è più un’eccezione, e soprattutto considerando che la parte nord della provincia, che comprende Romagnano e la zona dei laghi, è più fredda rispetto al capoluogo. Dal prossimo anno, perché adesso non si può fare nulla se non sperare che il termometro risalga. Riaccendere il riscaldamento nelle scuole infatti costa quasi 5mila euro al giorno, una cifra che la Provincia non può permettersi.

A Romagnano, oltre al Casorati e al Bonfantini, resta al freddo anche la biblioteca civica “Dionisotti”. La struttura ha dovuto rimanere chiusa un paio di giorni, mentre sono state rinviate le letture animate serali destinate ai più piccoli. «Già il 26 marzo avevo segnalato la situazione alla consigliera delegata all’Istruzione provinciale, Emanuela Allegra – dice l’assessore romagnanese Alessandro Carini – che ha fatto un sopralluogo. E’ stata disponibile, ma ha anche spiegato che poco o nulla si può fare.. Il bando prevedeva il termine di fornitura per la metà di aprile e adesso riaccendere i termosifoni costerebbe tantissimo».

Intanto la Provincia di Novara ha scritto al Miur per lanciare nuovamente un grido di allarme sulla carenza di risorse. «Riaccendere il riscaldamento nelle scuole costa quasi 5mila euro al giorno – spiegano da palazzo Natta – La Provincia con l’attuale bilancio non può permettersi di far fronte a questi extra, nonostante la situazione sia di effettivo disagio. Servono trasferimenti adeguati, senza è impossibile garantire un servizio». Alla lettera sono stati allegati esempi che documentano come in alcune scuole, in particolare a Gozzano, in questi giorni ci siano in alcune aule meno di 15 gradi.