CronacaSerravalle e Grignasco
Accoltellò il padre a Grignasco, 24enne andrà a processo
I fatti nel mese di ottobre. Ora Il giovane è stato dichiarato capace di intendere e di volere.
Accoltellò il padre a Grignasco, 24enne andrà a processo. I fatti nel mese di ottobre. Ora Il giovane è stato dichiarato capace di intendere e di volere.
Accoltellò il padre a Grignasco, 24enne andrà a processo
Aveva profondamente colpito la comunità di Grignasco l’aggressione avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 ottobre scorso, quando Ciro Attena, un uomo di 72 anni, era stato accoltellato nella propria abitazione. Ora la vicenda entra nella fase processuale: la procura di Novara ha chiuso le indagini e ha chiesto il giudizio immediato nei confronti del figlio Gabriel, un 24enne del paese, accusato di tentato omicidio.
Il giovane, detenuto nel carcere di Aosta, è stato ritenuto capace di intendere e di volere e di affrontare il processo, come stabilito dalla perizia psichiatrica disposta nel corso delle indagini. L’udienza è stata fissata per la fine di marzo. La difesa, rappresentata dall’avvocato Annalisa Lipari, ha già avanzato richiesta di rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

I fatti di fine ottobre
Secondo l’accusa, quella notte il 24enne si sarebbe alzato dal letto, avrebbe raggiunto la cucina per prendere un coltello e avrebbe poi colpito il padre mentre dormiva sul divano. L’uomo riportò ferite al volto, al collo e alle mani, rimediando tagli non profondi mentre tentava di difendersi. A intervenire fu la moglie, che si trovava in un’altra stanza e che chiamò i soccorsi. Il 72enne venne trasportato d’urgenza all’ospedale di Borgomanero. E fu dimesso in poco tempo.
In un primo momento non venne segnalata un’aggressione: furono i sanitari, notando la natura delle ferite, ad allertare le forze dell’ordine. Le indagini dei carabinieri portarono rapidamente al fermo del giovane, rintracciato mentre rientrava da un’area boschiva vicino all’abitazione. Nello stesso luogo fu recuperato anche il coltello da cucina, ancora sporco di sangue.
“Non c’era intenzione di uccidere”

La difesa punta a una riqualificazione del reato, sostenendo che non vi fosse l’intenzione di uccidere. Una versione che il ragazzo avrebbe ribadito sia durante l’interrogatorio di garanzia sia nei primi colloqui successivi ai fatti. Anche il padre, nei giorni immediatamente successivi all’aggressione, aveva riferito che il figlio non voleva togliergli la vita, e che si era ferito da solo.
Resta ancora poco chiaro il movente. Il 24enne avrebbe parlato di un risveglio improvviso e di un sogno confuso, raccontando di essere stato convinto, in quel momento, di dover “punire” il genitore. Un racconto frammentario, che non ha convinto la procura, orientata a sostenere l’impianto accusatorio del tentato omicidio davanti al giudice.
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