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Donazioni in memoria di don Giuseppe Teglia: così la Valsesia aiuta il Ciad

Grignasco, iniziativa di gruppi e persone legate al sacerdote.

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Il ricordo di don Giuseppe Teglia continua a trasformarsi in solidarietà. Il sacerdote, morto a gennaio, ha lasciato un vuoto profondo nelle comunità che lo avevano conosciuto e amato, in particolare a Grignasco, dove il suo sorriso e la sua disponibilità sono rimasti impressi in tante persone.

Proprio per non disperdere questa eredità, amici e conoscenti hanno promosso una raccolta fondi in sua memoria. L’obiettivo è sostenere realtà capaci di offrire aiuto concreto a chi vive situazioni di fragilità, portando avanti quello spirito di attenzione verso gli altri che aveva caratterizzato la vita del sacerdote.

La mobilitazione delle comunità

A farsi promotori dell’iniziativa sono stati gli amici di Grignasco, quelli della montagna, il gruppo “Cammino della luce” di Pray e le comunità di Cellio e Veruno. Tutti hanno scelto di unire le forze per ricordare don Giuseppe Teglia attraverso un gesto semplice, ma ricco di significato.

Dopo un confronto con don Nur Nassar, è stato deciso di destinare le offerte raccolte a due realtà in Ciad. Una parte delle donazioni sosterrà la parrocchia del sacerdote, mentre un’altra contribuirà alle attività del foyer delle ragazze a N’Djamena, capitale del Paese africano.

Il sostegno al foyer delle ragazze

Il foyer di N’Djamena accoglie circa quindici ragazze durante gli anni degli studi universitari. È un luogo sicuro, pensato per offrire non solo ospitalità, ma anche accompagnamento nella crescita personale, nella formazione e nella vita quotidiana.

La struttura offre diversi servizi e opportunità:

  • camere e spazi comuni attrezzati;
  • ambienti per cucinare e condividere la quotidianità;
  • un piccolo terreno da destinare all’orto;
  • sostegno nello studio con insegnanti e corsi supplementari;
  • aiuti per tasse scolastiche o spese impreviste in caso di necessità.

Un dono fatto con il cuore

Come spiegato da don Nur Nassar ai donatori, nel foyer una suora condivide le giornate con le ragazze, mentre alcuni insegnanti le aiutano nello studio e propongono corsi aggiuntivi, come informatica e inglese. In base alle situazioni familiari, alcune giovani vengono sostenute anche nelle spese scolastiche o sanitarie.

Il centro è frequentato anche da ragazze non residenti, che partecipano a incontri di orientamento, formazione e crescita personale. Le giovani, a loro volta, collaborano nelle parrocchie vicine e organizzano attività educative dedicate ai bambini, soprattutto durante il fine settimana.

L’eredità di don Teglia

I promotori dell’iniziativa hanno scelto di affidare il dono alla Fondazione Thouret e alla parrocchia di don Nur, con il desiderio che possa diventare un aiuto concreto per chi ne ha bisogno. Un segno che porta con sé anche un pezzo di Valsesia e il ricordo vivo di don Giuseppe Teglia.

«Alla fine ciò che resta è la gratitudine», sottolineano i sostenitori della raccolta. Don Teglia, ricordato affettuosamente anche come “Dj”, ha insegnato il valore delle cose semplici, dell’amicizia, della memoria e dell’attenzione verso le persone più fragili.

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