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L’allarme della Valsessera: «Passati da 7mila a 9mila pazienti senza medico»
Nuovo incontro pubblico a Pray e poi una manifestazione a Torino. Il nodo delle Case di comunità.
Sono passati da 7mila a 9mila i pazienti senza medico di famiglia in Valsessera. È il dato emerso martedì sera a Pray, durante l’incontro organizzato da Cgil e Spi Cgil nel salone della Pro loco per fare il punto sulla situazione della sanità pubblica nel territorio. Presenti sindacalisti, cittadini e amministratori locali, con un appello chiaro: «La situazione rischia di peggiorare ancora nei prossimi anni».
«La situazione continua a peggiorare»
«Rispetto a qualche mese fa torniamo in Valsessera e la situazione è che siamo passati da 7mila pazienti senza medico a 9mila. Sono i numeri che parlano». Così è stato spiegato durante la serata pubblica, che ha riportato l’attenzione sulla carenza dei medici di base nelle vallate biellesi.
Massazza Gal, intervenuto per Spi Cgil, ha ribadito la volontà di mantenere alta la pressione sul tema della sanità pubblica. «Il sindacato dei pensionati della Cgil continuerà a insistere su questo punto». La Valsessera sarà infatti presente sabato 23 maggio alla manifestazione regionale in programma a Torino per chiedere maggiori tutele per la sanità pubblica. Spi Cgil della Valsessera organizzerà un pullman con partenza da Pray per permettere ai cittadini di partecipare all’iniziativa.
«Rischiamo di perdere la sanità pubblica»
All’incontro di Pray era presente anche Cristina Martiner, segretaria di Cgil Biella, che ha illustrato alcuni dati sul futuro della sanità nel Biellese. «La mancanza dei medici di base riguarda soprattutto i territori delle vallate e andrà a peggiorare nel corso del tempo. Invitiamo anche la politica e i sindaci ad attivarsi e non stare fermi».
Secondo quanto emerso, i problemi riguardano soprattutto le risorse economiche. «I conti della sanità pubblica parlano di disavanzi importanti solo per non tagliare i servizi. Se si continua così rischiamo di perdere la nostra sanità pubblica. La stanno facendo morire».
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Case di comunità e adesioni dei medici
Durante la serata si è parlato anche delle future Case di comunità previste nel Biellese. «Sono uno strumento molto positivo e all’interno i cittadini dovrebbero trovare i medici di famiglia», ha spiegato Martiner, citando anche il caso di Valdilana, dove dovrebbe essere attivato un consultorio tre volte alla settimana con la presenza di un ginecologo.
Resta però il nodo delle adesioni dei medici. «Sappiamo che su 95 medici presenti a Biella solo 17 hanno aderito ad andare nelle Case di comunità. In quella di Valdilana zero». Un dato che alimenta ulteriori preoccupazioni per il futuro dell’assistenza sanitaria sul territorio.
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