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Valanga sul Monte Barone: il distacco poco distante dal rifugio
In tutta la zona il rischio resta ai livelli massimi.
Valanga sul Monte Barone: il distacco poco distante dal rifugio. In tutta la zona il rischio resta ai livelli massimi.
Valanga sul Monte Barone: il distacco poco distante dal rifugio
Il distacco è avvenuto a qualche centinaio dal rifugio Cai all’alpe Ponasca, nella zona dove c’è il grande prato che tutti gli escursionisti attraversano per dirigersi verso la vetta del Monte Barone. Si tratta di una valanga che ha segnato in modo molto evidente il versante della principale e più conosciuta montagna della Valsessera.
A fotografare il distacco nella mattinata di ieri, lunedì 16 marzo, è stato Toni Crestani: una serie di scatti pubblicata su Facebook che è poi stata parecchio condivisa sui social. Nulla da stupirsi, peraltro: dopo le nevicate del fine settimana, l’Arpa Piemonte ha subito emanato un generale allarme valanghe su tutto l’arco alpino, con grado di rischio massimo.
Massima attenzione anche in Valsesia
A seguito delle straordinarie precipitazioni del fine settimana, in Valsesia il bollettino Aineva indica un rischio valanghe di livello elevato, grado 4 su 5, che pare destinato a perdurare ancora almeno per tutta la giornata di oggi, martedì 17 marzo.
Alla luce di tali indicazioni, ieri il vice presidente dell’Unione montana Valsesia, Alberto Daffara, con delega alla commissione valanghe, ha invitato gli appassionati di sci e montagna ad evitare di avventurarsi sui pendii fuori pista.
«La situazione è ancora molto critica – dice Daffara – c’è moltissima neve fresca e diversi accumuli di neve ventata, che possono staccarsi spontaneamente producendo valanghe di grandi dimensioni, addirittura molto grandi in alcuni punti. Dobbiamo pensare che in quota sono caduti tra i 100 e i 150 cm di neve, e ci vorrà del tempo perché la neve fresca si leghi con quella vecchia, per cui si sono creati degli strati fragili che possono precipitare anche con lievi sollecitazioni».
Attenzione anche ai ciaspolatori
Alberto Daffara segnala che il pericolo riguarda chi pratica sci fuori pista, ma anche escursionisti con le ciaspole e sciatori con le pelli. «Bisogna prestare massima attenzione anche nei posti considerati sicuri – ammonisce Alberto Daffara – con la montagna non si scherza: l’indicazione è di evitare escursioni finché la situazione non si normalizzerà».
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