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Mister Alessio Dionisi dal Borgo calcio al Venezia in serie B

L'allenatore: «Borgosesia mi ha dato moltissimo».

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Mister Alessio Dionisi debutta in serie B: «Borgosesia mi ha dato moltissimo».

Mister Alessio Dionisi in B

Da Borgosesia a Venezia: «Sto vivendo un’esperienza incredibile, un sogno preso sul serio che gusto restando con i piedi per terra; è cambiato l’ambiente intorno a me, ma io mi auguro di essere rimasto sempre lo stesso». Sono le parole di Alessio Dionisi per descrivere la sua avventura nel Venezia, il suo debutto in serie B da allenatore. E che non sia cambiato rispetto alle sue due stagioni nel Borgosesia (2015-2016 e 2016-2017) che l’hanno lanciato sulla panchina, dopo una breve parentesi negativa di debutto all’Olginatese, lo si percepisce dalle primissime parole che pronuncia. Trovarlo anche solo telefonicamente non è semplice: ci sono riunioni con lo staff tecnico (tra cui figura Massimiliano Sigolo, valsesiano, che ha conosciuto proprio nei due anni granata), allenamenti in vista della ripresa del campionato dopo la sosta che vedrà il Venezia impegnato sabato alle 15 a Cremona.

Il legame con la valle

L’umiltà e la gentilezza continuano a contraddistinguere il mister originario della Toscana ma con base a Varese. E che Borgosesia sia profondamente affezionata al suo ex, che prima di approdare in Veneto ha allenato Fiorenzuola (serie D) e Imolese (C), è stato chiaro nell’ultima gara casalinga degli uomini di Didu con il Bra che Dionisi ha seguito dalla tribuna proprio con Sigolo: tantissimi i dirigenti e i tifosi che appena l’hanno visto gli sono andati incontro. «Borgosesia mi ha dato moltissimo – afferma – tanto che ho mantenuto forti legami con molte persone. In primis Simone Di Battista, uno dei miei migliori amici che sarà il mio testimone di nozze a giugno, se alleno a Venezia è grazie alla possibilità e alla fiducia che mi ha dato. E Michele Pizzi, Luciano Strada, Egidio Capra, Werter Guaraldi. Ma l’elenco è lungo e non voglio dimenticare nessuno quindi non vado oltre». E lei invece cosa crede di aver lasciato alla società? «Spero un ricordo positivo a livello umano– continua – anche se so che gli allenatori vengono giudicati più che altro dai risultati sportivi ottenuti».

La squadra

Con il Bra il Borgosesia ha pareggiato 1-1 che idea si è fatto della squadra? «Conosco il campionato che sta vivendo, lo seguo sempre, sentendomi anche spesso con gli amici che ho mantenuto – dichiara -. Quando i granata hanno vissuto un’astinenza da vittorie di due mesi io ho ricordato loro che anche quando allenavo in Valsesia per dieci partite non trovammo il successo. Io spero che la società possa godere a lungo di un presidente come Pizzi e che si continui a credere che attraverso un’identità si possa sopperire a rose iniziali che magari hanno valori minori rispetto ad alcuni avversari». E ancora: «Sono sicuro che il Borgosesia – conclude – raggiungerà l’obiettivo della salvezza, è necessario vivere ogni partita come se fosse l’ultima e la classifica a fine stagione sorriderà. La vittoria ottenuta domenica a Lucca ha portato entusiasmo che spero si possa provare ancora tante volte soprattutto nel proprio stadio davanti ai sostenitori».

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