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La fiaccola olimpica si accende sui ghiacci del Monte Rosa. LE FOTO
Anche i bambini protagonisti dell’evento con un “gemellaggio” tra Alagna e Gressoney.
La fiaccola olimpica si accende sui ghiacci del Monte Rosa. Anche i bambini protagonisti dell’evento con un “gemellaggio” tra Alagna e Gressoney.
La fiaccola olimpica si accende sui ghiacci del Monte Rosa
Emozioni in alta quota nella mattinata di ieri, martedì 13 gennaio, con l’accensione della fiaccola olimpica ai 4554 metri della Capanna Margherita, sul Monte Rosa. Si è trattato di una delle tappe attraverso le quali il simbolo dei Giochi, partita da Olimpia, sta attraversando tutta l’Italia in vista delle gare di Milano e Cortina. Per conoscere il percorso della fiaccola olpimpica in Italia clicca QUI.
E’ stato un viaggio simbolico tra le vette del Monte Rosa e i sorrisi dei più piccoli. Una giornata carica di emozioni quella che ha visto la fiaccola olimpica scendere dalla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa, fino a Gressoney-La-Trinité, con i bambini veri protagonisti dell’arrivo.
La partenza dalla Margherita
Alla Capanna Margherita, dove la fiamma è stata affidata alle guide alpine del Monte Rosa di Gressoney, Alagna, Ayas, Zermatt e Macugnaga. Dopo la discesa sugli sci, la fiaccola ha proseguito il suo percorso verso valle, fino a raggiungere Gressoney-La-Trinité, dove ad attenderla c’erano decine di bambini del paese e di Alagna.
I giovani di Alagna hanno raggiunto Gressoney partendo dal centro valsesiano e utilizzando gli impianti di risalita, trasformando il viaggio in un’esperienza condivisa e partecipata. «Sono proprio i giovani i protagonisti della giornata – ha sottolineato il sindaco di Alagna Valsesia, Roberto Veggi, presente alla cerimonia in quota – perché avranno la responsabilità di proteggere e valorizzare le nostre montagne».
Il “gemellaggio” delle nuove generazioni
Un coinvolgimento corale, che ha visto partecipare attivamente gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria e della media, accompagnati dal personale scolastico. Al trasferimento verso Staffal hanno collaborato anche le forze dell’ordine, a supporto della movimentazione dei più piccoli, insieme a una rappresentanza in abito tradizionale Walser. I bambini che lo desideravano hanno potuto indossare l’abito tipico, un dettaglio particolarmente apprezzato e simbolico.
Proprio in località Staffal, a Gressoney-La-Trinité, i bambini hanno creato un vero e proprio corridoio di accoglienza lungo la via centrale del paese, salutando l’arrivo della fiamma in un clima di festa e condivisione. Le attività istituzionali e i momenti celebrativi sono proseguiti fino alle 13, prima del pranzo al sacco e del rientro in Valsesia. Una giornata che ha unito territori, tradizioni e generazioni diverse, nel segno dello sport, della montagna e dei valori olimpici, lasciando nei più piccoli un ricordo destinato a durare nel tempo.
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