AttualitàVarallo e alta Valsesia
Siccità senza tregua: Coldiretti chiede lo stato di calamità in Valsesia
Prati, pascoli e allevamenti in difficoltà dopo settimane di caldo e mancanza di piogge. La richiesta è stata inviata ai Comuni della vallata.
Coldiretti Vercelli-Biella chiede ai Comuni della Valsesia di avviare l’iter per il riconoscimento dello stato di calamità naturale a causa della grave siccità che sta mettendo in seria difficoltà il comparto agricolo e zootecnico. Dopo l’iniziativa rivolta ai municipi del Vercellese, l’organizzazione estende ora la richiesta anche al territorio valsesiano.
L’obiettivo è consentire alle aziende agricole di accedere agli strumenti di sostegno previsti dalla normativa e affrontare una crisi che rischia di compromettere la stagione produttiva. Le settimane caratterizzate dall’assenza di precipitazioni e dalle temperature eccezionalmente elevate stanno infatti causando danni sempre più pesanti alle coltivazioni e agli allevamenti.
Prati e pascoli in forte sofferenza
Le situazioni più critiche riguardano prati e pascoli, dove la combinazione tra caldo intenso e mancanza d’acqua ha ridotto drasticamente la produzione di foraggio. Una condizione che mette a rischio l’alimentazione del bestiame nei prossimi mesi e costringe molte aziende a fare i conti con costi sempre più elevati.
Anche le colture agricole in pianura stanno subendo pesanti conseguenze. Il mais ha risentito delle alte temperature durante la fioritura, con un forte calo delle rese, mentre la soia seminata in tarda primavera ha registrato difficoltà nella germinazione. A pesare è anche la cronica carenza di infrastrutture per l’accumulo dell’acqua, ritenuta un punto debole dell’intero sistema agricolo.
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L’appello di Coldiretti
Secondo Coldiretti, il riconoscimento dello stato di calamità rappresenta un passaggio indispensabile per garantire un sostegno concreto alle imprese agricole della Valsesia, oggi alle prese con una delle estati più difficili degli ultimi anni sotto il profilo climatico.
L’associazione ribadisce inoltre la necessità di investire rapidamente nel potenziamento della rete idrica, riducendo le dispersioni e realizzando nuovi invasi per aumentare la capacità di accumulo dell’acqua. Interventi considerati fondamentali per rendere l’agricoltura più resiliente e preparata ad affrontare fenomeni estremi sempre più frequenti.
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