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Mercatone Uno: a Romagnano la solidarietà sulle magliette | LE FOTO

Presenti al sit-in non solo i dipendenti del punto vendita di via Novara, ma anche i colleghi che hanno lavorato negli altri negozi della catena.

mercatone uno

Mercatone Uno: nel Novarese l’unione ha fatto la forza. Il caso dei lavoratori, rimasti a casa inaspettatamente dopo la dichiarazione di fallimento della società, è arrivato al Ministero del Lavoro.

Mercatone Uno, i presidi

Lavoravano in punti vendita diversi, ma sono tutti sulla stessa proverbiale barca. E anche la solidarietà prima di tutto fra gli stessi dipendenti ha permesso alle loro voci di arrivare fino ai “piani alti”. I lavoratori di Mercatone Uno, che sabato 25 maggio si sono ritrovati improvvisamente i negozi chiusi a causa della dichiarazione di fallimento della società, hanno protestato insieme. La loro situazione è stata presa in esame dal governo: il vicepremier Luigi Di Maio ha garantito lo sblocco degli ammortizzatori sociali appena possibile. Al sit in davanti al negozio di Romagnano, lunedì, c’erano anche le magliette firmate dai colleghi degli altri punti vendita di Mercatone Uno. Insieme ai venti dipendenti romagnanesi c’erano anche i lavoratori degli altri punti vendita limitrofi, una cortesia ricambiata nei presidi che si sono tenuti a Caltignaga e Pombia.

Un’attenzione necessaria

«C’è stata una partecipazione ben oltre alle aspettative – commenta Marco Begamini, uno dei lavoratori di Romagnano – l’evento ha avuto parecchia risonanza. Ovviamente le decisioni si prendono altrove, ma queste dimostrazioni sono necessarie per tenere alta l’attenzione». Alla manifestazione erano presenti anche il neo sindaco di Romagnano, Alessandro Carini e l’ex primo cittadino di Grignasco, Roberto Beatrice.

Senza lavoro

I lavoratori di Mercatone Uno sono senza reddito, quindi senza cassa integrazione né mobilità, dal 23 maggio, cioè da quando Shernon è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano. Per i lavoratori dei 47 punti vendita in Italia è stata una doccia fredda. Il giorno successivo hanno trovato le porte chiuse, senza alcun preavviso. Sono rimasti senza lavoro 1800 lavoratori. I dipendenti del negozio di Romagnano erano in cassa integrazione straordinaria dal giugno del 2015, da quando cioè Mercatone era stato messo in amministrazione straordinaria. Da allora il negozio ha riaperto una volta sola, sotto le festività natalizie, per un breve periodo.

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