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Boca truffa del vino: la doc è solo nell’etichetta

La scoperta è partita da un controllo della Guardia di Finanza

boca truffa

Boca truffa sulle bottiglie di vino: l’etichetta non corrispondeva al prodotto contenuto.

Boca truffa del vino

Ancora un caso di truffa basata sul vino. L’ultimo caso che balza alle cronache arriva dalle colline novaresi. E’ a Boca che una azienda imbottigliava e commerciava in tutto il mondo vino diverso da quello che riportavano le etichette poste sulle bottiglie. L’accusa di frode in commercio e contraffazione ha visto il patteggiamento di presidente e consigliere delegato dell’azienda, ma adesso nei guai è finito un 56enne cinese che è ritenuto invece l’intermediario nella compravendita di vini. In pratica l’etichetta riportava il nome di un vino da distribuire nella grande distribuzione, in realtà all’interno c’era tutt’altro.

Le indagini

La scoperta era avvenuta in seguito a un controllo della Guardia di Finanza e dei carabinieri del Nas risalente al 2013 a Boca, avevano trovato un laboratorio di analisi e bottiglie con marchi non riconducibili all’azienda, oltre a fatture verso la Germania per vendere migliaia di cartoni di vino recanti marchi contraffatti. Erano stati sequestrati cinquemila etichette contraffatte, oltre a documento di trasporto per 12mila litri di vino verso la Cina.
Tutto il volume del commercio era appuntato su un quaderno in cui compariva anche il nome del cinese che faceva da intermediario nella vendita.

Gli altri casi

Nel 2013 venne smantellata, grazie a una operazione coordinata tra Italia e Francia, una organizzazione con base nel Novarese dedita alla contraffazione e al contrabbando del famoso vino francese Romanée-Conti, una bottiglia che al dettaglio può arrivare anche fino a 9mila euro. A Briona erano stati fatti due arresti, oltre a una quindicina di perquisizioni. La Francia aveva presentato anche una rogatoria internazionale per poter processare i due truffatori.
Una inchiesta sul settore vinicolo risalente al 2017 da parte delle Fiamme gialle di Venezia aveva avuto risvolti novaresi: tre arresti, due obblighi di dimora e beni sequestrati per un valore di 23 milioni di euro. I reati andavano dall’associazione a delinquere transnazionale, finalizzata all’evasione fiscale, alla frode in commercio e al riciclaggio. A finire in arresto un 63enne di Invorio, una 52enne di Borgomanero. Anche in quel caso la truffa messa in atto prevedeva di mettere sulla bottiglia una bella etichetta di qualche vino famoso, ma il liquido all’interno era di tutt’altra origine. Le perquisizioni avevano permesso di sequestrare 150mila bottiglie di falso Doc.

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