Notizia Oggi Borgosesia > Sport > Orlando Borini: mi arrendo all’anagrafe, ho 48 anni, non ci riprovo più
Sport Borgosesia e dintorni -

Orlando Borini: mi arrendo all’anagrafe, ho 48 anni, non ci riprovo più

Dopo aver fallito il record del 1000 chilometri, il ciclista di Quarona racconta a caldo le sue sensazioni.

Orlando Borini dopo il record fallito: mi arrendo all’anagrafe, ho 48 anni, non ci riprovo più. Il ciclista quaronese commenta il tentativo dello scorso fine settimana.

Orlando Borini: mi arrendo all’anagrafe, ho 48 anni, non ci riprovo più

«Bisogna arrendersi alla carta di identità e alla data di nascita. Penso proprio che non ci riproverò più». Mai dire mai, conoscendo Orlando Borini (48 anni), che domenica non è riuscito a battere il record mondiale dei 1000 chilometri in bicicletta. Ne ha percorsi poco più di 600 poi ha alzato bandiera bianca. Ma il ciclista che abita a Quarona è come se avesse vinto, perché tantissimi in Valsesia tifavano per lui. In tanti hanno seguito la sua impresa nelle dirette Facebook fatte dal suo staff (con migliaia di visualizzazioni). Le immagini lo hanno mostrato sorridente sotto il sole o bagnato come un pulcino nel bel mezzo di un temporale. Lungo la strada persone lo hanno aspettato per applaudirlo e incitarlo, anche di notte.

La resa dopo 603 chilometri

Domenica mattina Borini, partito sabato alle 16, ha completato il 34º giro e poi si è fermato davanti a Villa Paolotti a Gattinara. Fino a quel momento aveva percorso 603 chilometri ed era in leggero vantaggio sul record dello spagnolo Vacas Rodriguez. Ma la crisi è arrivata inesorabile e proseguire non avrebbe più avuto senso, con ancora quasi 400 chilometri da percorrere. Ma il corridore originario di Bornate ha vinto per un altro motivo: il tentativo infatti è servito per raccogliere fondi in favore di Anastasia, la principessa dei tubicini.

«Una crisi di stomaco»

«Io mi considero ormai un ex ciclista – conclude Borini – . L’unico stimolo a proseguire era proprio questo record. Peccato, perché ero partito bene, andando un filino troppo forte, ma comunque meno dell’anno scorso, quando avevo esagerato. C’è stato il caldo, c’è stata la pioggia, ma il vero problema è stata la crisi di stomaco che ho avuto verso le 4 del mattino. Non sono riuscito ad alimentarmi come avrei dovuto e l’ho pagata. A quel punto ho capito che non avrei battuto il record, ma almeno volevo provare ad arrivare sino alla fine. Ma di colpo le energie sono finite e non c’è stato niente da fare. Un mese fa ero convinto di che ce l’avrei fatta».

Un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente