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Acqua in Sudan grazie al libro dedicato alle fontane di Alagna

Importante progetto solidale in collaborazione con Amref Health Africa: riattivato un antico pozzo in disuso.

Acqua in Sudan

Acqua in Sudan “grazie alla solidarietà degli amici valsesiani”: importante progetto in collaborazione con Amref Health Africa.

Acqua in Sudan

Dal libro “Le fontane in pietra in Valsesia” al Sud Sudan: l’acqua protagonista di un importante progetto solidale. Nato da un’idea dell’architetto varallese Gabriella Burlazzi e realizzato grazie alla collaborazione della “Gessi” di Serravalle il libro porta come sottotitolo “Il diritto all’acqua come conquista di civiltà” e fin da subito aveva promesso ai suoi lettori di devolvere l’intero ricavato delle vendite a chi ancora non ha accesso a risorse idriche pulite e sicure, come le comunità del Sud Sudan sostenute dai progetti dell’associazione Amref Health Africa. E così è stato: in poco tempo, il contributo proveniente dalla Valsesia ha permesso di rimettere in funzione un pozzo a Namarabia e di formare la popolazione locale.

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Il progetto

«Nella Giornata mondiale dedicata all’acqua, sono felice di poter annunciare che, grazie ai proventi della vendita del libro, è stato raggiunto l’obiettivo prefissato, ossia la riattivazione di un pozzo per l’acqua pulita nella regione del Greater Equatoria in Sud Sudan e la preparazione di una ventina di persone che vigileranno sulla distribuzione equa e sull’utilizzo corretto dell’acqua – commenta Burlazzi -. Per questo traguardo devo ringraziare tutti coloro che hanno acquistato il libro, chi mi aiutato a realizzarlo e Gianluca Gessi, che ne ha reso possibile la pubblicazione con il suo generoso contributo: tante gocce, che da sole evaporano in un attimo disperdendosi nel nulla, messe insieme possono riempire un pozzo». I ringraziamenti a chi ha creduto nel progetto arrivano anche dall’Africa. «La comunità di Namarabia ringrazia Gabriella Burlazzi, Gianluca Gessi e tutti i donatori che hanno permesso tutto ciò – fa sapere Amref -. Gli abitanti dicono che la pompa a mano sia l’unica fonte affidabile di acqua pulita nella comunità. Uno dei beneficiari, il giovane James Clement, ha raccontato che la popolazione era abituata a camminare lungo il ruscello per prendere l’acqua sporca dalla palude Esco, ma che ora sono in grado di ottenere acqua pulita dalla pompa a mano riparata».

Il pozzo

L’attività, infatti, è andata a riabilitare un vecchissimo pozzo ormai in disuso da tempo ed è quindi stata quasi un’azione di costruzione ex novo. «Abbiamo coinvolto fin da subito i beneficiari diretti e le comunità toccate dall’intervento, dalla fase di realizzazione a quella di presa di decisioni sull’uso e sulla gestione dell’acqua. È stato inoltre formato un comitato che lavora nel tempo per mantenere al meglio la struttura, evitare sprechi e sensibilizzare sull’uso corretto e sulle pratiche igienico-sanitarie connesse», spiega l’organizzazione. Il tutto, promuovendo le attività e le maestranze locali. A differenza di altre Ong, infatti, Amref è un’organizzazione africana nata in Kenya nel 1957 e il suo personale è per il 98 per cento africano. «Il progetto sostenuto dalla gente della Valsesia, pur con un coordinamento condiviso tra Amref Italia e Amref Sud Sudan, è stato realizzato dal nostro personale africano con la collaborazione di tecnici locali», conferma l’associazione. Per ringraziare chi ha reso possibile l’opera, inoltre, nei giorni scorsi è stata posta una targa vicino al pozzo, riattivato “grazie alla solidarietà degli amici valsesiani”.

Un Commento

  • Gabriella Burlazzi ha detto:

    Grazie per l’articolo sul mio libro, che ha avuto grande successo e non solo in ambito locale (il testo è indicato anche nel sito del Salone del Libro di Torino, nella sezione dedicata alla Giornata Mondiale dell’Acqua, 22 marzo). Rispetto all’articolo di Notizia Oggi, in particolare al titolo, è doverosa una precisazione: il libro non è dedicato “alle fontane di Alagna”, ma alle fontane in pietra della Valsesia, da Varallo in su, comprese Val Mastallone e Val Sermenza.
    Grazie
    Gabriella Burlazzi

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