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Addio Bruno, l’ultima fuga l’hai fatta tutta da solo. Il ricordo di Francesco Senatore

«Non ci è voluto molto per maturare apprezzamento, ammirazione e stima per i valori profondi, di serietà, responsabilità, rispetto, educazione, riservatezza».

Addio Bruno: Francesco Senatore, a sua volta appassionato di ciclismo, ricorda con grande affetto Bruno Perolio.

Addio Bruno, una “fuga” a sorpresa

Sono tantissimi i valsesiani che hanno pianto Bruno Perolio, scomparso a inizio mese a 86 anni. Perolio, nativo di Piana dei Monti, per anni ha vissuto a Cellio: ciclista e organizzatore di gare, è stato tra l’altro presidente del Gruppo sportivo Valle Cellio e dirigente del Pedale Valsesiano. Lo ricorda Francesco Senatore che condivideva la passione per il ciclismo e la collaborazione con il Gs Cellio.

«Caro Bruno, fino a qualche anno fa uscivi con noi in bici e, richiamando la carta d’identità, ti mettevi a ruota, ma presto, immancabilmente, arrivava il tuo scatto, accompagnato sempre da frasi ironiche che ci spronavano a cambiare ritmo. E in quei brevi allunghi si manifestava tutto il tuo carattere, la combattività, lo spirito agonistico, la caparbietà, che hanno caratterizzato non solo la tua “vita in bici” ma nel lavoro, nell’affrontare tutte le sfide della quotidianità. Questa volta la “fuga” l’hai fatta a sorpresa e in silenzio, senza darci la possibilità di raggiungerti e di ricomporre la compagnia».

Valori profondi

«Nei lunghi decenni di conoscenza e amicizia, nata per la tua bravura di artigiano del legno, non ci è voluto molto per maturare apprezzamento, ammirazione e stima per i valori profondi, di serietà, responsabilità, rispetto, educazione, riservatezza, che l’uomo Bruno giorno dopo giorno, a partire dalle piccole cose, manifestava e trasmetteva con naturalezza. Valori e comportamenti che ti facevano spesso esprimere e condividere rammarico e rimpianto, per non ritrovarli facilmente nel presente.
Nel tempo, e non ci è voluto molto, ho conosciuto sempre di più e meglio la persona, le qualità che esprimeva nelle diverse occasioni, dal predisporre una manifestazione al rapporto con la gente, dall’attenzione verso gli altri al perseguimento di obiettivi, dalla passione per la lettura alla cura e conservazione di tutto quello che riguardava il passato, non solo il tuo, ma quello della sportiva, del territorio.
E poi la tua meticolosità nel raccogliere, catalogare, conservare documenti, fotografie, tutte in rigoroso ordine cronologico e con puntuale didascalia in tanti faldoni. Ma questo non era un hobby, era la tua cultura, il tuo essere, e lo utilizzavi come strumento per affidare il passato e il presente alle future generazioni. Soffrivi nel pensare solo per un attimo, che il tutto rimanesse in scantinati e nell’oblio».

Il libro

«E questa è stata la stella polare che ha accompagnato la tua esistenza e che è quasi esplosa negli ultimi anni, quando non perdevi occasione per manifestare il desiderio e il bisogno di affidare alla pagine di una pubblicazione il ricco patrimonio documentale che celebrasse i sessant’anni del Gruppo Sportivo Valle di Cellio, e con esso la storia di Cellio nella seconda metà del secolo scorso. E questa fatica editoriale, nella quale ho avuto la fortuna di essere coinvolto con l’autore del libro, mi ha portato a scoprire aspetti della tua personalità non molto conosciuti. Quante serate e notti infinite e indimenticabili trascorse al tavolo per la stesura, revisione, impaginazione dei testi con Fabio. I tuoi racconti, i fatti, gli aneddoti, i protagonisti, la ricerca di una foto, la puntualizzazione di un nome di una data. Chi l’avrebbe immaginato. La presentazione di materiale recuperato da persone, in archivi, il contatto con don Teglia e tanti altri conoscenti, perché ti confermassero anche solo una vocale di un nome, una data, un particolare. Buona parte dei contenuti sono venuti dalla tua ferrea memoria, lucida, cristallina nei dettagli. Passavi così dal banco di lavoro al tavolo della cultura, della storia, senza fatica.
Tanti hanno avuto la fortuna di conoscerti e manifestarti riconoscimenti, dai tuoi datori di lavoro agli sportivi, dai tuoi concittadini alla Federazione ciclistica, dagli amici ai tanti clienti. E di questa ricchezza umana ne ha beneficiato in primis la tua adorata famiglia, che hai amata, curata, guidata con dedizione assoluta.
Abbiamo tanto materiale, integerrimo esempio di vita, a cui possiamo attingere per proseguire il percorso tracciato, e non solo in bici. Grazie Bruno per quello che ci hai dato e lasciato. Ti voglio bene».

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