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Allarme imprese a Scopa: il sindaco si sfoga sui social

«Dietro alle attività non ci sono solo gli imprenditori ma intere famiglie, bambini e anziani...».

Allarme imprese

Allarme imprese: lo lancia il sindaco di Scopa, che invoca aiuti per fronteggiare la chiusura.

Allarme imprese

Supporti concreti e ben definiti per le imprese che sono rimaste chiuse a causa dell’emergenza sanitaria. Li chiede il sindaco Cesare Farina: «Servono aiuti alle attività che devono rimanere chiuse. Dietro ci sono famiglie, bambini e anziani…». Con la nuova ondata pandemica il sindaco di Scopa Cesare Farina ha deciso di riprendere le dirette giornaliere sulla pagina Facebook del Comune, un modo per dare informazioni utili alla popolazione sullo sviluppo dell’emergenza. E durante una delle sue dirette Farina ha voluto porre l’accento sulle difficoltà economiche. «Ci sono attività commerciali alla canna del gas – ha spiegato -. Ci sono attività chiuse, ma ci sono anche negozi aperti che però vivono di turismo e sono davvero allo stremo. Se non si interviene velocemente rischiano di saltare». Farina sottolinea la sua preoccupazione: «Questo vuol dire famiglie che rischiano di essere in difficoltà economiche. Non bisogna pensare solo all’imprenditore, ma dietro a ogni attività economica c’è un mondo fatto di famiglie, bambini. Quando vai a interrompere questo meccanismo devi inserire aiuti importanti».

I fondi

E la richiesta è di prevedere fondi veri: «Tra l’altro ci sono fondi che il Governo dovrà meglio definire. Da parte nostra come Comune abbiamo già pronto il bando di aiuto per le attività commerciali che intendono investire su se stessi». E a chi chiede di quando finirà questa situazione risponde: «La preoccupazione è quella di non riuscire a tornare a una normalità a una certa normalità, ma non come quella di quest’estate che ha soltanto tamponato enormi buchi. Non ha di certo portato sviluppo. Siamo tornati più indietro di prima».
Il Comune di Scopa aveva già durante la prima ondata previsto aiuti a favore delle partite Iva e attività commerciali che erano state danneggiate dalla prima ondata del Coronarivus. Il sindaco aveva deciso di prendere i soldi direttamente dall’avanzo di amministrazione.

Le riaperture

E bisogna interrogarsi inevitabilmente sul futuro prossimo: «C’è da chiedersi se cambierà qualcosa da qui a un mese? Ci saranno riaperture, ma in che condizioni? Se verranno previste ancora quattro o sei persone per ogni tavolo alla fine un bar che poteva fare 300 persone al giorno ne farebbe 50. Ha senso lavorare e impegnarsi per poi non guadagnare? Le attività commerciali devono anche sopravvivere con il guadagno e non con i buoni propositi». Per Farina l’unica via di uscita è il vaccino: «Tutti siamo speranzosi per questo vaccino, speriamo che arrivi il prima possibile per le persone più deboli, per gli operatori sanitari. Pian piano lo faremo tutti e sarà obbligatorio. Sta di fatto che le previsioni della normalità sono nel prossimo inverno 2021, questo è quello che ci dicono gli scienziati. Avremo ancora da affrontare un anno un po’ più tranquillo, ma sempre di battaglia. Sono speranzoso di vedere il miracolo».

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