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Ancora in campo a 56 anni: il record di Massimiliano Baraggioni

In questa stagione gioca nel Lenta, in Terza Categoria, ma la sua carriera in giro per i campi della zona è lunghissima.

Ancora in campo a 56 anni: Massimiliano Baraggioni coltiva una passione nata quando era ragazzino.

Ancora in campo

Ha iniziato a giocare quando era ragazzino e a 56 anni ama ancora stare in campo. Massimiliano Baraggioni, classe 1965, è la dimostrazione di una passione per il calcio che non tramonta mai. In questa stagione gioca nel Lenta, in Terza Categoria, ma la sua carriera in giro per i campi della zona è lunghissima.
Un vero e proprio “highlander del pallone”, con una storia piena di aneddoti: «Ho iniziato a giocare nel 1977 – racconta Baraggioni – quando con alcuni amici di scuola, decidemmo di provare ad andare al campo sportivo. Così ho affrontato tutta la trafila nelle giovanili del Romagnano. Da lì ha preso il via una lunga carriera nella quale ho avuto molta fortuna. Parlo di fortuna perché nel mondo del calcio devi saper prima dare e poi ricevere, nel mio caso ho ricevuto tanto. Le amicizie sportive non si perdono mai».

Il ruolo

Tra una maglia e l’altra, la carriera calcistica di di Baraggioni è passata per almeno quattro decenni, ma nonostante tutto la fiamma della passione arde ancora: «E’ una cosa innata. Bisogna essere portati di base per fare fatica e prendere freddo. Al di là di scaricare la tensione, allenarmi mi permette di fare attività fisica e di stare in mezzo al gruppo di ragazzi».
Giovani che potrebbero essere suoi figli: «Fa uno strano effetto ma quando vedo che posso aiutarli e che loro mi dicono di aver seguito un mio consiglio, questo mi riempie di gioia».
Nel corso del tempo, anche il ruolo di Baraggioni è cambiato: «All’inizio facevo il terzino di fascia, visto che avevo una buona corsa. Poi sono passato a lottare in mezzo al campo, per arretrare infine a centrale difensivo. Adesso scendo poco in campo, per lo più aiuto i mister, facendo da filo conduttore tra il tecnico e la squadra. Il calcio è uno sport che è cambiato tanto negli anni ma resta sempre accessibile a tutti e ci tengo a dire che nello sport si è tutti amici».

In famiglia

Ma questa lunga frequentazione dei campi da calcio come è vista in famiglia? «Si sono dovuti arrendere – ammette Baraggioni – . Hanno tentato prima di mettere una data alla fine carriera, proponendo il 2000, a 35 anni. Ma poi ho continuato, è una passione troppo grande. E sono propenso ad andare avanti così finché sarò utile e ben accetto».
Ma il calcio non è l’unica ragione di vita di Baraggioni, che è anche volontario nei Vigili del Fuoco: «Una passione che mi è stata trasmessa da mio padre che faceva parte del Corpo. Così nel 1984 facendo il militare nei Vigili del Fuoco ho deciso di proseguire e con il tempo ho coinvolto anche mia figlia. E’ una passione ma anche un impegno: abbiamo a che fare con casi semplici, in cui si aiuta qualcuno in difficoltà, ma anche più complessi, in cui magari si salvano delle vite».

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