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Atap cerca autisti in Marocco, esplode la polemica: «Prima gli italiani»
L’azienda di trasporto pubblico di Vercelli e Biella offre anche l’alloggio per 6 mesi ai nuovi conducenti stranieri. Futuro Nazionale attacca il piano e chiede più opportunità per i lavoratori del territorio.
Atap cerca autisti in Marocco per far fronte alla carenza di personale che interessa il servizio di trasporto pubblico tra le province di Vercelli e Biella. Il piano, presentato dalla presidente Francesca Guabello, punta a inserire almeno 15 conducenti nel breve periodo e ad arrivare a 25 entro la fine dell’anno.
Il progetto prevede un percorso di formazione, il sostegno per il conseguimento della patente, costi azzerati e sei mesi di alloggio gratuito per chi arriva da fuori. L’obiettivo dichiarato è garantire la copertura dei turni e la continuità del servizio su un territorio dove ogni anno i mezzi Atap percorrono 4 milioni e 600mila chilometri.
Il piano per superare l’emergenza
Secondo i dati illustrati dall’azienda, oggi Atap deve coprire 153 turni giornalieri con 139 autisti disponibili. Una situazione che rende difficile organizzare il servizio e che, nel tempo, si è trasformata in un problema stabile. Da qui la scelta di avviare una convenzione dedicata al reclutamento di personale.
Guabello ha chiarito che l’iniziativa non è rivolta soltanto agli uomini, ma anche alle donne. L’azienda conta già una dipendente di origine marocchina e intende allargare la ricerca anche ad altri profili. In prospettiva, il modello può essere esteso pure a cittadini italiani o a candidati provenienti da altri paesi.
Futuro Nazionale chiede un passo indietro
Ma la decisione ha acceso il confronto politico. A Vercelli, in particolare, i consiglieri comunali di Futuro Nazionale (il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci) contestano la scelta di cercare autisti direttamente in Marocco, sostenendo che prima debbano essere coinvolti italiani, residenti biellesi, vercellesi e piemontesi interessati a un lavoro stabile nel trasporto pubblico locale.
«Di fronte alla cronica carenza di personale – scrive Futuro Nazionale – l’amministrazione pubblica e l’Atap scelgono di bypassare i cittadini italiani per rivolgersi direttamente a un Paese extra-Ue. Questa operazione, presentata come soluzione innovativa, rappresenta invece un segnale grave di resa: si preferisce importare manodopera dall’estero piuttosto che rendere appetibile il lavoro per i nostri giovani e disoccupati».
Il gruppo chiede di rivedere l’accordo, aprire un bando pubblico trasparente, prevedere incentivi per i residenti, sostenere i costi delle patenti e migliorare le condizioni del mestiere. Secondo Futuro Nazionale, il problema della carenza di autisti va affrontato rendendo più attrattivo il lavoro per i giovani e i disoccupati del territorio.
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