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Boca respinge le “avances” di Maggiora: niente fusione tra i due comuni

La proposta era stata lanciata dal Comune più grande. Ma per ora «meglio attivare convenzioni di servizi».

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Boca respinge le “avances” di Maggiora: «Troppe diversità sulle scelte di governo. Meglio attivare convenzioni di servizi».

Boca respinge le “avances” di Maggiora

Fumata nera per la fusione tra i Comuni di Maggiora e Boca. L’incontro svoltosi la scorsa settimana tra le due amministrazioni, a conclusione di un lungo percorso compiuto dal sindaco di Maggiora, Roberto Balzano, non ha portato a un accordo.

Un’occasione perduta

«Sono dispiaciuto e anche un po’ perplesso per l’esito della riunione – afferma il primo cittadino maggiorese – ma concordo sul fatto che tutti i rappresentanti comunali dovessero essere liberi di esprimere il proprio parere. Mi rammarico perché ritengo che sia un’occasione perduta, anche se i due enti continueranno a collaborare sui temi comuni».

I vantaggi della fusione

Secondo quanto esaminato dagli amministratori maggioresi, i vantaggi sarebbero numerosi. Elenca Balzano: «Anzitutto, avremmo potuto contare su maggiori entrate, dovute a un contributo statale di oltre 400.000 euro annui, per dieci anni, che ci avrebbe permesso di abbassare le tasse locali, ci avrebbe offerto maggiori possibilità di investimenti sul territorio e piani di sviluppo e riqualificazione dei centri storici».

«Inoltre, avremmo avuto un contributo una tantum da parte della Regione, per 300.000 euro totali, erogati n cinque anni per le spese di riorganizzazione amministrativa e tecnologica. Sarebbero poi diminuite le spese, grazie all’accorpamento di alcuni servizi, come cancelleria, tesoreria e abbonamenti a internet. Avremmo infine contato su una migliore gestione del personale, specializzando i servizi».

Quali sono le criticità

Le criticità che invece il progetto comporterebbe, per Balzano sono «avere una sola sede comunale, che prevedrebbe di dover distaccare alcuni uffici (da tenere aperti in fasce orarie da stabilire). Sarebbe stata necessaria una riorganizzazione catastale, anagrafica e documentale, degli uffici e dei programmi gestionali. Sarebbe stato indetto un referendum consultivo, e organizzata una severa gestione del processo di fusione, evitando di far prevalere posizioni campanilistiche o pregiudiziali. Tutta l’operazione avrebbe richiesto un tempo piuttosto lungo, circa due anni».

Perché Boca ha detto di “no”

Conclude Balzano: «Boca ha espresso la propria contrarietà, poiché ci sono diversità di vedute su alcune scelte amministrative e di programma. Si è quindi scelta l’alternativa di attivare e proporre alcune convenzioni, per rivalutare la possibile fusione più avanti. Le scelte per il sì o per il no sono comunque state motivate con logica per entrambe le amministrazioni».

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