Attualità
Caldo in Piemonte, giugno 2026 entra nella storia del clima
I dati dell’Arpa Piemonte certificano un mese eccezionale (anche se non da record): tra i più caldi dal 1958, con notti tropicali e temperature vicine ai 40 gradi in diverse aree.
Il mese di giugno appena concluso è entrato ufficialmente nella storia della climatologia piemontese. I dati diffusi da Arpa Piemonte confermano che il mese appena concluso è stato tra i più caldi mai registrati dal 1958, con temperature eccezionali, numerosi record e un’ondata di calore che ha interessato l’intero territorio regionale. A certificare il bilancio sono le rilevazioni meteorologiche raccolte nel corso delle ultime settimane, caratterizzate da massime elevate e soprattutto da minime notturne mai così alte in molte località del Piemonte.
Un giugno tra i più caldi di sempre
Secondo Arpa Piemonte, giugno 2026 occupa il terzo posto nella serie storica regionale per temperatura media e per media delle temperature minime, preceduto soltanto dal 2025 e dal 2003. Per quanto riguarda le temperature massime medie, invece, il mese appena concluso è secondo soltanto all’estate del 2003, considerata finora il riferimento per le grandi ondate di calore.
L’anticiclone africano che ha interessato gran parte dell’Europa ha raggiunto il proprio apice negli ultimi giorni di giugno, facendo registrare valori estremi soprattutto nelle pianure piemontesi. In molte aree le temperature massime hanno oscillato tra 36 e 39 gradi, mentre ad Alessandria Lobbi il termometro ha toccato i 40,3 gradi, eguagliando il record assoluto del 2019.
Notti tropicali e nuovi primati
A rendere ancora più eccezionale il mese sono state le temperature notturne. A Torino, nella stazione meteorologica di via della Consolata, il 28 giugno è stata registrata una minima di 27,2 gradi, nuovo record assoluto cittadino e valore superiore al precedente primato del luglio 2015.
Anche il Piemonte orientale ha fatto segnare dati eccezionali. Novara ha registrato tredici notti tropicali consecutive, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 gradi, mentre Biella si è fermata a dodici. Valori analoghi sono stati rilevati anche a Vercelli e Verbania, confermando un fenomeno diffuso su gran parte della regione.
Una eccezionalità che si ripete
Gli esperti sottolineano come episodi di questo tipo stiano diventando sempre più frequenti e intensi. Se il 2003 rappresentava per anni un caso eccezionale, oggi i dati mostrano una crescente ricorrenza di estati caratterizzate da ondate di calore persistenti, con effetti significativi sia sulla salute delle persone sia sull’ambiente.
Dopo il picco raggiunto negli ultimi giorni di giugno, l’arrivo dei temporali ha favorito un temporaneo calo delle temperature, senza però modificare il bilancio complessivo del mese. Giugno 2026 resta così uno dei periodi più caldi mai osservati in Piemonte, confermando una tendenza che gli studiosi monitorano con particolare attenzione.
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