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Cinquanta giorni di nulla: ponte di Romagnano, ora i sindaci si arrabbiano

I primi cittadini e i presidenti delle due province chiedono al Ministero e alla Regione un cronoprogramma certo.

Ponte Romagnano

Cinquanta giorni di inattività: il cantiere per il nuovo ponte di Romagnano rimane fermo e i sindaci del territorio scrivono al Ministero.

Cinquanta giorni fermi

Otto sindaci, i presidenti di due province e quello della locale Confindustria si rivolgono al Ministro per le Infrastrutture, alla presidenza regionale e ad Anas dopo oltre cinquanta giorni di inattività nel cantiere per il nuovo ponte di Romagnano. «Il ponte di Romagnano Sesia, lungo la S.R. 142, arteria stradale importantissima, è un’infrastruttura che vedeva ogni giorno importanti flussi di traffico, un collegamento fondamentale per l’intero territorio – ricordano – Come è noto, è crollato a seguito dell’alluvione del 2 ottobre 2020, nonostante le rassicurazioni da più parti, che tale vitale infrastruttura sarebbe stata ripristinata, in via temporanea e in breve tempo, dal 22 marzo, quindi da più di 50 giorni, pur avendo formalmente avviato i lavori, in realtà non si sono visti progressi di alcun tipo e l’area è desolatamente inattiva se non per le reti da cantiere posizionate».

Il cronoprogramma

«Siamo a conoscenza delle problematiche relative alla verifica e eventuale bonifica di residuati bellici, ma il tempo trascorso finora per la stessa è risultato eccessivo da comprendere da parte di chiunque e i nostri Cittadini e imprese chiedono quotidianamente notizie in merito – proseguono – Al riguardo, si chiede in tempi brevi di conoscere le modalità e i tempi dell’intervento aggiornati e di avere un cronoprogramma certo con inizio e fine dei lavori. Il Ponte di Romagnano Sesia è un collegamento situato in punto strategico ed é una “porta” ideale sia dal punto di vista economico sia da quello turistico, è chiaro che l’ulteriore arresto al ripristino di tale asse viario rappresenta un danno di incalcolabile gravità che mette in grave difficoltà l’indotto produttivo e turistico, già fortemente compromessi, oltre che frustrare ogni aspettativa di sviluppo territoriale e possibilità di investimenti locali».

I sindaci

A firmare la lettera i sindaci Alessandro Carini, primo cittadino di Romagnano Sesia, Daniele Baglione, di Gattinara, Alberto Boraso, di Prato Sesia, Katia Bui, di Grignasco, Massimo Basso, di Serravalle Sesia, Roberto Sella, di Lozzolo, Giuseppe Rizzi, di Lenta, e Davide Temporelli, di Ghemme. Hanno firmato inoltre Federico Binatti, presidente della Provincia di Novara, Eraldo Botta, presidente della Provincia di Vercelli, e Gianni Filippa, presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia.

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3 Commenti

  • Francesco ha detto:

    Buongiorno io mi chiedo ma quando c’è stato il Presidente Cirio chi poteva parlare perché non si è messo di traverso…? quando hanno parlato di costruzioni provvisorie… l idea illuminare di costruire un ponte ( provvisorio in affitto) ma ci rendiamo conto che non ci vuole un pozzo di scienza per capire che è un Idea fallimentare e costosa. Domanda ??? con 5 milioni di euro quante cose si potevano fare e definitive…! non provvisorie…e non necessariamente si deve andare in altri paesi per testare cose fatte bene e pensate con un minimo di logica. Anche in Italia se si vuole le cose fatte bene e con un minimo di normalità e pensiero per il rispetto si fanno…noi non siamo secondi a nessuno basta solo volerlo. 5 milioni di euro per un manufatto in affitto più spese per bonifica di residui bellici. E l’intelligenza qua non c’entra.

  • Luca ha detto:

    Come da copione, la PA colpisce da per tutto. Un’ammasso di burocrati menefreghiste dei problemi altrui.
    Chiameremo Gabibbo e tutto andrà a posto…..Forse
    Saluti

  • Fabrizio ha detto:

    Prima di tutto dobbiamo metterci in testa che la nostra Valsesia conta meno di zero.basta vedere che non sono riusciti a capire di portare l’autostrada o una superstrada almeno fino a Varallo che permettesse a chi va in valle di evitare lunghissime code.x il ponte di Romagnano stendiamo un velo pietoso come pure x la Passerella abbandona a se stessa.il sistema e’ corrotto e incapace di dare risposte ai cittadini tutta la politica fino ad ora un fallimento totale

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