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Ghemme com’era 45 anni fa: mostra fotografica su Facebook

Le immagini di Carlo Olivero e Giovanni Brugo raccontano il paese in un ritratto di poco meno di mezzo secolo fa.

Ghemme com'era

Ghemme com’era qualche decennio fa: in mostra sul web le fotografie di Carlo Olivero e Giovanni Brugo.

Ghemme com’era

Non è stato possibile realizzare la mostra fisica, ma è comunque andata in scena sul web. Una pagina Facebook appositamente dedicata pubblica infatti le foto che avrebbero dovuto essere presentate durante la festa patronale di Ghemme. “1975 a Ghemme, fotografie per un discorso”, questo il titolo dell’esposizione virtuale, nasce dalla passione dei ghemmesi Carlo Olivero e Giovanni Brugo, per la fotografia. «La mostra  – spiega Olivero – è stata realizzata nel 1975 perché dall’agosto 1974 ero a militare, per la prima volta lontano da Ghemme, anche se non troppo e non per lunghi periodi. Non solo, grazie a un colpo di fortuna, nel Distretto Militare di Savona, arrivò Mario Muda, che stava entrando nel mondo del giornalismo aiutando il redattore savonese della “Gazzetta del Popolo”, quotidiano nazionale in difficoltà gravi. In cambio delle mie foto, mi diede le chiavi della redazione dove c’era la camera oscura, molte foto sono state sviluppate e stampate là. La distanza da Ghemme, mi ispirò e trovai in totale sintonia Gianni Brugo, In quegli anni abbiamo condiviso un percorso di fotografia importante».

Conoscere il posto

Nella mostra sono esposte immagini di Ghemme e della sua gente di allora. «Queste immagini – affermano gli autori – al di là di ogni considerazione tecnica ed estetica (anche se utile) sono la confessione di una coscienza raggiunta. Confessiamo che solo oggi abbiamo capito a fondo, anche scattando queste fotografie, che conosciamo queste immagini perché sono il nostro paese; sappiamo che il soggetto di questa o quella è tizio, che conosciamo, che salutiamo, che divide con noi una parte di spazio; non è un passante freddo e inutile perché so che è figlio, sorella, padre o nonna di qualcuno. L’abbiamo sempre conosciuto, ora sappiamo di conoscerlo, questo è il punto. Forse è un discorso tanto evidente che non se ne vede immediatamente l’importanza e non se ne coglie il lato positivo perché assunto come normale, almeno fino a quando non si lascia l’ambiente. Ci siamo accorti di conoscere il posto e l’ambiente dove viviamo e siccome non ci sembra poco, ci riteniamo fortunati». La mostra vera e propria è rimandata al 2021.Per informazioni o richieste: carlomariaolivero@gmail.com. La mostra era organizzata in aree tematiche, ognuna delle quali aveva un testo dedicato, su Facebook le fotografie sono divise in album.

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