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La Shell abbandona il progetto Cascina Alberto: niente trivelle nell’alto vercellese

Il progetto iniziato nel 2017 era già stato rigettato dalla commissione ministeriale. Alla fine l’azienda ha deciso di rinunciare.

La Shell abbandona il progetto Cascina Alberto. Niente trivellazioni per cercare il petrolio in zona.

Shell Italia abbandona il piano “Cascina Alberto”

«Una bella notizia. Come territorio ci siamo sempre spesi affinché il nostro unico petrolio fosse il vino, eccellenza enologica riconosciuto in tutto il mondo. L’unicità, la tipicità e la bellezza delle nostre colline hanno un rischio in meno, ma continueremo a essere vigili e attenti per la custodia e uno sviluppo sostenibile». Così il sindaco di Lozzolo Roberto Sella accoglie l’archiviazione del procedimento sul progetto Cascina Alberto che prevedeva una attività di ricerca di idrocarburi nel sottosuolo.

Dopo il primo no da parte della commissione ambientale, Shell Italia aveva presentato le integrazioni. Salvo poi decidere di rinunciare al progetto e il Ministero ha preso atto e archiviato l’intervento.

Il progetto

Come si ricorderà, il permesso di ricerca, di cui Shell è titolare dal 2015, si estende su un territorio di oltre 460 km² tra Piemonte e Lombardia, nelle province di Novara, Vercelli, Biella e Varese. Nel Novarese, l’area interessata comprende una ampia fascia di comuni – da Castelletto Ticino a Borgomanero, sino a Gattinara e Sizzano – a vocazione per lo più agricola. In zona erano interessati i territori di Gattinara, Lenta, Rovasenda e Lozzolo.

La nota del Ministero

Proprio nei giorni scorsi è arrivata una nota da parte del Ministero della transizione ecologica.

La Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, avendo preso atto delle richieste di integrazioni e delle osservazioni del pubblico pervenute, in ragione della carenza di informazioni e di alcune criticità rilevate relativamente al livello di dettaglio del progetto, si è espressa negativamente.

Il Ministero ha comunicato alla Shell Italia la prossima adozione di provvedimento negativo di compatibilità ambientale indicando un termine di dieci giorni per la presentazione di eventuali osservazioni. Pertanto che non si darà ulteriore corso al procedimento di valutazione dell’impatto ambientale in argomento, con la presente si provvede all’archiviazione dello stesso.

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