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Livio Berruti compie 80 anni: l’olimpionico lavorò a Trivero da Zegna

Nei primi anni ‘70 lavorò nell’ufficio pubblicità del lanificio «Persona gentile e modesta»

Livio Berruti compie 80 anni: l’olimpionico lavorò a Trivero da Zegna. Proprio in questi giorni, il 19 maggio, sono stati celebrati i suoi 80 anni e non mancano i ricordi.

Livio Berruti compie 80 anni: l’olimpionico lavorò a Trivero da Zegna

Aveva solo 21 anni quando partecipò ai Giochi olimpici del 1960. Nelle semifinali dei 200 metri corse in 20″5, uguagliando il record mondiale sulla distanza. La prestazione lo pose fra i favoriti della finale, che si svolse a poche ore di distanza. In finale Berruti, che correva indossando occhiali da sole, fermò nuovamente il cronometro sui 20″5, sconfiggendo gli statunitensi, favoriti della vigilia, e aggiudicandosi la medaglia d’oro. Come premio per la vittoria, ricevette dal Coni 1.200.000 lire e una Fiat 500.
Livio Berruti nasce a Torino, ma trascorre l’infanzia dai nonni a Stroppiana, nel Vercellese, dove tuttora ha una casa che è teatro, nel giardino, delle sue maldestre esercitazioni agricole ed edili. Dopo il liceo classico al Cavour di Torino si laurea, sempre a Torino, in chimica. Il primo lavoro è in una agenzia di pubblicità di Torino. Intanto è ormai un atleta affermato. Poi arriva a Trivero grazie a un incontro con Ermenegildo Zegna che lo vuole nell’ufficio pubblicità del lanificio. Quindi ritorna a Torino nel 1973 lavorando nel settore relazioni esterne della Fiat conclude la sua carriera lavorativa ufficiale come responsabile ufficio stampa della Sestrieres spa.

I ricordi dei triveresi

Il passaggio di Berruti a Trivero ha lasciato il segno. Se lo ricorda bene Rosalba Euridice Foglia: «All’epoca, avevo circa 17 anni ,e lavoravo in ditta Ermenegildo Zegna a Trivero. Il grande Berruti, mi pare lavorasse come pubblicitario». Berruti oltre a lavorare frequentava il campetto in terra rossa di atletica che è ancora presente sul confine di Trivero e Castagnea. «Capitò di vederlo un paio di volte al piccolo campo di atletica , che la ditta Zegna aveva creato tra il Centro Zegna e Castagnea – ricorda ancora Foglia -. Ci diede alcuni consigli su come allenarci, ma senza far pesare il fatto che questi consigli venivano da un grandissimo campione. Campione in tutto, anche in modestia! Per noi giovani, fu una grande emozione, che ancora ricordo con piacere».

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