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Lunghe degenze senza personale: accusa di Tiramani

Il sindaco di Borgosesia rileva lo stesso problema anche nel reparto di medicina

Scritto da: fabianabianchi8@gmail.com

attese troppo lunghe

Lunghe degenze soffre di una carenza di personale: lo rileva il sindaco di Borgosesia Paolo Tiramani.

Lunghe degenze a corto di personale

Secondo il primo cittadino di Borgosesia Paolo Tiramani, permangono dei problemi di personale all’interno dell’Asl di Vercelli. «C’è una grave carenza di personale nel reparto di medicina e al centro di lunga degenza dell’ospedale di Borgosesia: sono situazioni che incidono negativamente sul funzionamento dei reparti, costringendo oltretutto i dipendenti presenti a turni di lavoro estenuanti»: il sindaco torna a censurare la programmazione dell’Azienda sanitaria vercellese sulla sanità provinciale.

I reparti

Nel reparto medicina «mancano tre infermieri, di cui uno in sostituzione di una maternità anticipata – osserva Tiramani -, mentre il Cavs è privo di un infermiere e di due operatori socio-sanitari. Senza dimenticare che occorrerebbe un infermiere supplementare per garantire i trasporti in ambulanza dei degenti che necessitano di accertamenti diagnostici agli ospedali di Vercelli o Novara anziché, come sta avvenendo, utilizzare gli infermieri impegnati nei reparti già sottodimensionati». L’interrogativo che pone il primo cittadino è «come mai se il direttore generale Serpieri sostiene che le graduatorie per l’assunzione sono state approvate, non si procede con il reclutamento del personale necessario?» arrivando a ipotizzare un intervento diretto del Comune: «Devo forse provvedere a inviare dipendenti comunali in ospedale per sopperire a queste mancanze?».

La farmacia

Un altro aspetto rilevato dal sindaco Tiramani è sulla farmacia del “Santi Pietro e Paolo”: «E’ chiusa da circa un anno e mezzo – osserva -. Questo significa che i pazienti dimessi dall’ospedale e che devono continuare ad assumere particolari tipi di farmaci per continuare la terapia, devono recarsi dal medico di base per reperire i medicinali necessari e gli stessi medici, già oberati di lavoro, hanno l’onere di ordinarli personalmente per fornirli ai mutuati. Forse sarebbe il caso, visto che anche in questo caso gli spazi per intervenire sono ampi, di assumere un farmacista per fare fronte a questo disservizio, al fine di garantire più facilmente le cure ai pazienti e di sgravare una parte dell’eccessivo lavoro a carico dei medici di base».

Negli ultimi mesi ha fatto discutere anche il punto nascite, che è stato addirittura temporaneamente chiuso per carenza di personale.

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