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Morca resta la cenerentola della Valsesia: la protesta

«Ovunque poni lo sguardo si vede solo desolazione e pena. Eppure noi speriamo ancora e siamo sempre pronti a collaborare».

Morca resta la cenerentola della Valsesia: «Ma noi siamo sempre pronti a collaborare».

«Morca resta la Cenerentola della Valsesia»

A poco più di due mesi dalla notte dell’alluvione di inizio ottobre che cambiò il volto alle frazioni varallesi di Morca e Camasco, Giovanni Rossi, presidente del Comitato di gestione del Rondo di Morca, fa alcune constatazioni riprendendo il discorso avviato nel 2017 quando con un articolo dal titolo “La Cenerentola della Valsesia” aveva portato l’attenzione sulla difficile situazione in cui versa la frazione.

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Oggi situazione ancora più drammatica

«Oggi dovrei usare toni ancora più drastici per definire lo stato drammatico in cui verte Morca – scrive Rossi in una nota -. Questa volta la colpa non è di nessuno, semmai dovremmo prendercela con il Padre Eterno che con nubifragi, piene non normali, vento spaventoso, ha preso d’assalto la nostra valle facendone scempio da cima a fondo».

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I danni dell’alluvione

«La Casa Sociale l’ha quasi distrutta, il parcheggio a lato l’ha asportato di netto trascinando nel fango sette vetture; la passerella che raggiungeva il ponticello per trasportare i morti oltre il torrente Moro e salire al cimitero e alla bellissima chiesa».

Sempre meno popolosa

«Oltretutto si continua a morire: si è detto addio a mia moglie Rosanna De Tomasi ed è stata portata lassù, oltre l’erta di 500 metri ripidissima per cui necessita di essere forzuti per il trasporto, Caterina Cosotti il cui funerale è stato celebrato lo scorso venerdì 11 dicembre».

Ma resta la voglia di rimettersi in gioco

«E poi…. la strada che porta al Rondo, frazione non raggiungibile. Ovunque poni lo sguardo si vede solo desolazione e pena. Eppure noi speriamo ancora e siamo sempre pronti a collaborare».

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