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Natale disastroso per il turismo in Valsesia: si spera nel 7 gennaio

Intanto i professionisti del settore programmano forme di turismo alternativo per il 2021.

Natale disastroso

Natale disastroso senza il turismo invernale in Valsesia: la chiusura degli impianti sciistici rischia di portare l’economia al tracollo.

Natale disastroso per l’economia

Quello del 2020 sarà sicuramente ricordato come uno dei Natali più critici anche dal punto di vista dell’economia: la Valsesia, che ha trascorso le festività senza turismo, si trova in seria difficoltà. E se il 7 gennaio le stazioni sciistiche non potranno riaprire, si rischia addirittura il tracollo. Prospettive decisamente poco rosee per l’economia della Valsesia, in ginocchio per le restrizioni decise dal Governo proprio alla vigilia delle festività. Marco Torri del Consorzio Monterosa Valsesia traccia un quadro piuttosto desolante di quanto sta avvenendo in questi giorni di festa in zona rossa e lancia l’allarme per il futuro: «Prima del blocco c’è stato l’arrivo di qualche proprietario di seconde case e stop. Tutti gli alberghi e le strutture ricettive, invece, sono rimasti chiusi, ma quello che davvero preoccupa sono le notizie degli ultimi giorni, secondo le quali tornerebbe in discussione la riapertura degli impianti il 7 gennaio. Il turismo valsesiano è legato in toto allo sci, che porta reddito anche a negozi, alberghi e ristoranti, e un prolungamento della chiusura degli impianti provocherebbe inevitabilmente un danno economico molto esteso».

Le comunicazioni

Il lockdown natalizio ha bloccato sul nascere ogni iniziativa e anche chi solo qualche settimana fa sperava di poter ripartire alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca: «Il problema – continua Torri – non è tanto stabilire se sia giusto o sbagliato chiudere. La salute delle persone non si discute e viene prima di tutto, ma in questo caso i modi e i tempi potevano essere comunicati in modo differente. Prima ci hanno detto “chiudiamo prima per avere un Natale normale”, poi invece non è stato così. E con i pochi bar rimasti attivi con l’asporto, i turisti non sono stati certamente invogliati a venire in Valsesia. In questi giorni sarebbe difficile pure bere un caffè».

I ristori

Meglio dunque evitare illusioni agli operatori del settore e decidere in tempi brevi le regole da seguire nei primi mesi del nuovo anno, facendo naturalmente arrivare risorse economiche a chi è stato danneggiato dallo stop: «La speranza è che i ristori promessi dal Governo servano soprattutto a riprogrammare il futuro e a ripartire – questo l’auspicio di Torri – . Sono necessari investimenti sulla sicurezza nella speranza di poter riaprire al più presto tutte le nostre strutture. Il nostro consorzio e il Comune di Alagna lo stanno già facendo e speriamo che questi sforzi possano essere premiati già all’inizio del nuovo anno. Se entro la metà di gennaio, invece, non si avranno certezze in merito all’eventuale ripresa, temo che la stagione invernale salterà del tutto, visto che mancherebbe il tempo necessario per organizzarsi e per assumere il personale».

Turismo alternativo

E se sugli sciatori non si potrà contare ancora per un po’, la vera sfida che attende la Valsesia nei prossimi mesi è quella di creare forme di turismo alternativo. «Noi siamo al lavoro per programmare il 2021 – conclude Torri – , che dovrà essere all’insegna della sicurezza per i villeggianti, ma anche della ricerca di proposte di nicchia. Il turismo di massa temo che dovremo dimenticarcelo almeno fino all’estate e quindi la prospettiva potrebbe essere quella di promuovere attività non strettamente collegate allo sci, come camminate e ciaspolate, ma anche di riscoprire il territorio e i piccoli musei, come quello dedicato ai walser, o il Lancia, ma anche il Sacro Monte di Varallo e magari le cantine di Gattinara, in modo da creare una rete di microturismo che porti qualche beneficio alla nostra economia, tornando a far lavorare bar, ristoranti, ma anche i piccoli produttori come quelli della toma e del pane».

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Un Commento

  • Daniela Alfieri ha detto:

    Amiamo la Valsesia! Abbiamo da 30 anni una seconda casa a Scopello, sfruttata tuttora da 4 generazioni della nostra famiglia. Anche noi siamo tornati per qualche giorno prima di Natale ma ora non possiamo (siamo di Varese, fuori regione)
    Ci auguriamo di tornarci presto.
    Ci sentiamo di proporre, come alternativa, visite guidate alle tantissime e belle chiese/cappelle della valle, e manutenzione/pubblicità dei tanti sentieri secondari che dai paesi della valle salgono sino a punti dove si gode di panorami fantastici (a volte percorrendo questi sentieri ci siamo trovati in difficoltà)
    Ci sentiamo anche di consigliare una maggiore cura del territorio (depositi a cielo aperto, bidoni della spazzatura a vista ecc.)
    Grazie per l’attenzione, buon lavoro e buon anno)

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