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Ponzone lutto per Arnaldo: un infarto lo ha ucciso a 51 anni

Assieme alla compagna da pochi mesi aveva rilevato la gestione del “Nero caffè” di Ponzone.

Ponzone lutto per Arnaldo Ceratti: fulminato da una crisi cardiaca a 51 anni.

Ponzone lutto per Arnaldo Ceratti

«Insegna agli angeli a volare». Con questa dedica la società Valdilana Biogliese ha voluto ricordare Arnaldo Ceratti, allenatore dei portieri ormai da qualche stagione. L’uomo è morto all’età di 51 anni, compiuti all’inizio dello scorso aprile. È stato stroncato all’improvviso da un malore venerdì 5 giugno. Eppure fino al giorno prima aveva lavorato al suo bar a Ponzone e si preparava per il fine settimana con le diverse proposte del locale.

Lavorava con la compagna

Originario di Fontaneto d’Agogna, si era fatto subito apprezzare a Valdilana dove si era trasferito ormai da qualche tempo. Ultimamente abitava in una frazione di Pray, e da pochi mesi assieme alla compagna aveva preso in gestione il “Nero Caffè” a Ponzone, affrontando con idee nuove anche la fase del lockdown. Stava bene e nulla faceva pensare a una sua scomparsa. Commovente il ricordo postato dalla compagna Lorella Peruccio: «Non sono mai stata forte come te amore mio, ma ti prometto che non ti deluderò… Stammi vicino da lassù e dammi tanta forza… lo so che non mi abbandonerai».

Un passato nel calcio

Arnaldo Ceratti aveva anche un passato importante nel calcio. Aveva giocato per lo più tra Prima categoria e Promozione in diverse società del novarese e cusiane come portiere. Aveva intrapreso anche la carriera da allenatore, guidando in panchina il Galliate in Promozione (nella società novarese in quella stagione aveva giocato anche il figlio Alex), il Boca in Terza categoria, la Cressese e il Fontaneto, squadra del suo paese.

Il ricordo della Valdilana Biogliese

Una volta trasferito in Valsessera, si era subito avvicinato ai colori della nuova realtà calcistica della Valdilana Biogliese nata dalla fusione tra Stella Alpina e Biogliese Valmos. Allenava i portieri della prima squadra, ma anche del settore giovanile. «Abbiamo potuto percorrere insieme un pezzo di strada – spiegano dalla società Valdilana Biogliese -. È una persona che ci mancherà e che sapeva farsi volere bene. Era entusiasta quando veniva al campo ad allenare i nostri ragazzi». Decine i messaggi postati in questi giorni sui profili Facebook dell’uomo e della sua compagna.

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2 Commenti

  • Elena ha detto:

    Beh, la mascherina in un sentiero in montagna è assurda, non serve assolutamente a nulla, a meno che non uno non si metta a sputare in faccia a ogni escursionista che incontra, cosa assai improbabile.
    In più, secondo il Decreto regionale del Piemonte, dal 3 giugno la mascherina NON è più obbligatoria all’aperto, ne’ quando si fa attività motoria, sempre mantenendo la distanza dagli altri.
    Quindi, in questo caso, ha torto marcio chi te l’ha chiesta.

    • Elena ha detto:

      Il commento è finito qui, ma era inerente ad un’altra discussione, ovviamente.
      I “pasticci” di una connessione ballerina…

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