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Protesta in Valsessera. Ecco perché diciamo di no alla diga

Il Comitato “Custodiamo la Valsessera” ora trova anche l’appoggio da parte dei Cai biellesi.

Protesta in Valsessera. «Un secolo di sfruttamento per le nostre acque. È il momento di dire basta».

Protesta in Valsessera contro la diga

«Il Consorzio Baraggia ha avuto la sua occasione tra il 2014 e il 2019 per realizzare l’invaso. Non ha avviato il cantiere e non ha neppure presentato il progetto esecutivo. Ora basta, la diga non va fatta». L’onorevole Lucia Azzolina del Movimento 5 Stelle sabato a Coggiola è stato l’unico parlamentare biellese presente. L’iniziativa è stata promossa dal comitato Custodiamo la Valsessera, Legambiente, il comitato tutela fiumi e i Cai.

Azzolina e il Governo

Azzolina ha anche voluto ribadire la posizione anche del Governo. «Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, da me interpellato in merito alla diga in Valsessera, mi ha comunicato che il nuovo invaso non rientra negli atti di programmazione del suo dicastero – spiega l’ex ministra -. Mi ha fatto presente, inoltre, che il Ministero può finanziare esclusivamente nuovi interventi di rilevanza nazionale oppure opere di manutenzione straordinaria afferenti a reti di adduzione primaria. Sono esclusi interventi nell’ambito del rapporto di delega con i consorzi».

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Un secolo di diga

Durante il suo intervento Marcello Vaudano del comitato Custodiamo la Valsessera ha ricordato:  «La Valsessera è sfruttata dalla fine del 1800 dal punto di vista idroelettrico. Negli anni Venti del 1900 si iniziava a parlare di un grande invaso da 10/15 milioni di metri cubi d’acqua, poi vennero realizzate le centrali del Piancone». L’attuale diga delle Mischie con uno sbarramento alto di 42 metri, secondo il progetto del Consorzio Baraggia, verrebbe più che raddoppiata.

«Già negli anni Trenta – ha spiegato Vaudano – il Consorzio appena nato iniziò a interessarsi a un grande invaso. Poi ci provò ancora negli anni Novanta e infine una decina di anni fa. Ieri come oggi siamo ancora qui per dire no a un’opera che non serve al territorio e che ha costi incredibili per i benefici che ne deriverebbero».

L’appoggio del Cai

Da qualche tempo poi le associazioni ambientaliste hanno potuto contare sull’appoggio da pare del Cai. «La nostra – ha ricordato Eugenio Zamperone del Cai di Biella – è ragionata. Nell’assemblea nazionale inoltre è stata presa una netta opposizione alla costruzione degli invasi nuovi. Quale beneficio avrebbe un’opera del genere? Il fabbisogno idrico non centra, forse il vero business è la produzione di energia elettrica».

Per Legambiente Daniele Gamba ha ribadito la contrarietà ricordando il costo dell’opera. «È un investimento da 320 milioni di euro stimati nel 2009 che oggi saranno di più. Inoltre le dighe costruite dal Consorzio hanno avuto un costo ben superiore a quanto preventivato».

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4 Commenti

  • John ha detto:

    Ah bhe, se lo dice il movimento 5 STALLE, allora la diga non va fatta. L’ignoranza, quella bella.

  • Nark ha detto:

    Caspita! Dalla foto si evince che c’erano addirittura dieci manifestanti. Una decina di pericolosissimi pensionati! Un motivo in più per sperare che la diga venga fatta eccome.

  • angelo ha detto:

    se c’era pure la Azzolina siamo a posto.mi pare che di danni ne ha già fatti abbastanza,tra lei e il suo partito.

    • lello arena2 ha detto:

      un ripasso della grammatica italiana non sarebbe male prima di scrivere ….. eviterebbe di farsi deridere……

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