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«Provincia di Vercelli tra le peggiori per la sicurezza stradale: è ora di far ripartire il treno»

È l’appello che lancia con una lettera aperta l’ingegnere varallese Silvio Giubertoni.

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Provincia di Vercelli tra le peggiori per la sicurezza stradale. «Penosa la situazione della 299 in alta Valsesia. Troppi dossi e rotonde costruite dove non servono».

«Provincia di Vercelli tra le peggiori per la sicurezza stradale»

Studiare un piano per ripristinare al più presto la linea ferroviaria Novara-Varallo. E mettere in sicurezza alcuni tratti della strada 299 tra Varallo e Alagna, che presenta non pochi rischi per gli automobilisti e i ciclisti.

È l’appello che lancia con una lettera aperta l’ingegnere varallese Silvio Giubertoni, che già in passato aveva perorato la causa del treno. Poco più di un anno fa, per esempio, numeri alla mano, aveva dimostrato come attualmente il viaggio su strada tra Varallo e Novara sia più lento rispetto a 50 anni fa, mentre sarebbe molto più rapido col treno, soprattutto se si deve andare poi fino a Milano.

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La lettera

Dunque la provincia di Vercelli (l’ha detto il suo presidente) è tra le peggiori d’Italia per la sicurezza stradale. Legambiente, nell’indagine annuale pubblicata su “Il Sole 24 Ore”, afferma che questo “primato” la provincia lo detiene anche per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico. Non ci vuole molto a capire che le due cose sono collegate, perché più persone viaggiano su mezzi pubblici e meno ne viaggiano sulle strade, con conseguente riduzione di traffico e di incidenti.

L’idea di ridurre gli incidenti stradali con la costruzione di piste ciclabili (purché sicure e funzionali a differenza di quella di viale Cesare Battisti a Varallo che salva le bici a discapito dei pedoni) può contribuire ma non certo risolvere il problema. Si aggiunga poi che una persona trasportata con mezzi pubblici comporta un costo energetico pari a molto meno della metà rispetto al mezzo privato, che non è poco in di questi tempi di crisi climatica.

Sarebbe opportuno quindi che la Provincia di Vercelli, di cui è presidente il sindaco di Varallo, promuovesse uno studio di riorganizzazione di tale servizio, al momento tanto inutilizzabile quanto costoso, centrato sul ripristino indispensabile del treno per Novara.

I rischi di percorrere la 299 in alta Valsesia

Quanto poi alla sicurezza stradale, con riferimento specifico al tratto della 299 da Varallo ad Alagna, la Provincia farebbe bene a renderne praticabili tutte le cunette, come previsto dalle norme. In alcuni tratti (escluso quello da Scopello a Pila, dove però ristagna l’acqua) ci sono gradini di oltre dieci centimetri e il veicolo o il disgraziato ciclista che ci finisse dentro certo non ne uscirebbe illeso.

Nelle pericolosissime strettoie in curva di Muro di Scopa e Scopello non si potrebbero mettere poi degli specchi che consentano di vedere i veicoli sopraggiungenti in senso opposto?  E che dire poi di certe rotatorie di campanile (tipo Balangera a Varallo, per intenderci)? Roba da ottovolante, utili solo a generare code da rientro?

E più in generale, non sarebbe ora che sindaci e presidenti si ricordassero di essere anche pubblici ufficiali e facessero fare i dovuti controlli invece di riempire le strade di dossi, mascherati furbescamente da passaggi pedonali, perché non ammessi dove passano i mezzi di soccorso, col risultato di ostacolare così tutto il traffico automobilistico (i turisti da Milano dovranno venire in bici?) e penalizzare la maggioranza di conducenti corretti, per non perder i voti di quelli scorretti?.

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4 Commenti

  • Tiziano Garbarini ha detto:

    Condivido in pieno quanto segnalato dall’ing. Silvio Giubertoni. Ripristinare il trasporto su ferrovia é fondamentale. Vi assicuro poi che affrontare la miriade di rotonde e dossi con i mezzi di soccorso penalizza e rallenta fortemente il soccorso stesso.

  • Nella Paletta ha detto:

    Da sottolineare anche chi ha casa in Valsesia e arriva da Torino, solo una linea con una corsa giornaliera. Il treno sarebbe ideale per chi vorrebbe viaggiare in giornata.

  • marco ha detto:

    Ho una seconda casa a Varallo ereditata dai miei avi. Ho 70 anni e ho una macchina che uso per girare nella città dove abito e nei dintorni solo quando non ne posso fare a meno. Vengo sempre meno a Varallo perché mi è sempre più difficile digerire l’aumento del traffico veicolare che ho riscontrato negli ultimi anni. Attualmente in auto impiego circa 1 ora e tre quarti per raggiungere Varallo (con il bus non voglio neanche pensarci). Quando c’era il treno da Novara ne impiegavo circa 2 e soprattutto in tranquillità. Sto aspettando da anni che ritorni il treno a Varallo

    • Anselmo Ragona ha detto:

      Considerando il totale disinteresse dello Stato per le linee ferroviarie locali, che preferisce sprecare il denaro pubblico nel mantenere la voragine di debito del trasporto su gomma (chiaramente per gli interessi di politicanti locali o parenti / amici degli stessi), temo che aspetterà a lungo il ritorno del treno a Varallo.

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