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Romagnano dice di no alla nuova antenna: «Rischio per la salute»

«Ci sono tanti studi che dimostrano che le onde elettromagnetiche possono provocare problemi»

Romagnano dice di no alla nuova antenna: «Rischio per la salute». Il Comune storce il naso sui lavori per la collocazione del nuovo impianto e lo comunica in una delibera.

Romagnano dice di no alla nuova antenna

«Verso fine aprile – spiega il sindaco Alessandro Carini – abbiamo ricevuto un’istanza da parte dell’azienda Iliad Italia spa, la quale richiedeva di piazzare una antenna di potenza maggiore ai 20W in un terreno soggetto a vincolo paesaggistico, in un’area a bosco e ricadente in zona agricola. Il sito individuato, però, si trova anche in prossimità di aree residenziali già edificate. Le antenne e gli apparati di trasmissione hanno un notevole impatto sull’ambiente circostante e sul paesaggio, e possono creare vincoli per eventuali nuove edificazioni. Inoltre, è per noi imprescindibile tutelare la salute pubblica, oltre ad assicurare la compatibilità ambientale e rispettare le esigenze di tutela paesaggistica».

Normativa vigente

Il primo cittadino riconosce che la normativa vigente classifica la rete di telefonia mobile come un servizio ai cittadini, tanto da farla rientrare tra le opere di urbanizzazione primaria e assimilarla alle opere di pubblica utilità, ma ribadisce anche che ai Comuni è consentito adottare disposizioni per assicurare il corretto insediamento degli impianti di telecomunicazione. E che la stessa legge specifica come gli impianti debbano esporre il meno possibile la popolazione ai campi elettromagnetici.

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Nocivi

«Ci sono svariati studi medici e scientifici che attestano la potenziale nocività delle onde elettromagnetiche per la salute umana, ed è noto che nei paesi industrializzati sempre più cittadini hanno manifestato negli ultimi decenni sintomi correlati all’esposizione ai campi elettromagnetici», afferma ancora Carini.

Arpa

Per questo, l’amministrazione romagnanese ha deciso di opporsi a tale installazione, richiedendo anche l’intervento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) e della Soprintendenza ai beni archeologici, alle belle arti e paesaggio, affinché esprimano i loro pareri in merito.

Un Commento

  • John ha detto:

    Quanta ignoranza in Italia. Ci sono tanti studi che dimostrano che NON ci sono rischi per la salute. L’Italia è il Paese dell’ignoranza e delle contraddizioni. Le persone vogliono i servizi, ma si oppongono alle tecnologie che permettono l’accesso a quei servizi.

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