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Scontro frontale, morto un agente della polizia penitenziaria
L’altro conducente trovato in stato di ebbrezza e arrestato per omicidio stradale.
Scontro frontale, morto un agente della polizia penitenziaria. L’altro conducente trovato in stato di ebbrezza e arrestato per omicidio stradale.
Scontro frontale, morto un agente della polizia penitenziaria
Tragedia sulle strade del Canavese. Un grave incidente stradale avvenuto l’altra notte è costato la vita ad Alessandro Landriscina, 51 anni, assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria in servizio all casa circondariale di Ivrea. Lo riporta Prima il Canavese.
Il drammatico schianto si è verificato poco dopo la mezzanotte lungo la statale 26, nel territorio comunale di Ivrea. Due automobili si sono scontrate frontalmente dopo che uno dei veicoli avrebbe invaso la corsia opposta. L’urto è stato estremamente violento e per Landriscina non c’è stato nulla da fare: quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto, il decesso era già avvenuto.
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Lascia due figli
L’uomo, residente a Strambino e originario di Cerignola, stava facendo rientro a casa al termine del turno di lavoro svolto in carcere. Lascia due figli, di 18 e 22 anni.
Arrestato l’altro conducente
Alla guida dell’altra auto coinvolta nell’incidente c’era un trentenne, trasportato all’ospedale di Ivrea in codice verde. Dopo gli accertamenti effettuati dai carabinieri, è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale: secondo quanto emerso, si trovava al volante in stato di ebbrezza alcolica. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.
Il tratto della statale 26 interessato dall’incidente è rimasto chiuso al traffico per diverse ore per consentire i rilievi da parte dei carabinieri della compagnia di Ivrea e le operazioni di messa in sicurezza effettuate dai vigili del fuoco.
Cordoglio è stato espresso anche dall’Osapp, sindacato della Polizia penitenziaria, che in una nota ha manifestato profonda vicinanza alla famiglia: «Siamo sconvolti e addolorati per questa ennesima tragedia. Ancora una volta la Polizia penitenziaria paga un prezzo altissimo in termini di vite umane, anche al di fuori delle mura carcerarie».
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