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Sei giorni tra la vita e la morte. Consigliere comunale racconta l’incubo Covid

Massimo Gallo ha condiviso la sua esperienza su invito del sindaco di Scopa.

Sei giorni

Sei giorni tra la vita e la morte: un consigliere comunale di Scopa racconta la sua terribile esperienza con il Covid19, contratto a gennaio.

Sei giorni tra la vita e la morte

Intubato, sotto l’effetto di pesanti farmaci e in gravi condizioni: «Il Covid è un mostro che non si può controllare». Massimo Gallo è consigliere comunale a Scopa ed è riuscito a raccontare la sua esperienza. Sono stati giorni critici per lui con il ricovero in ospedale e per cinque giorni è stato sottoposto al casco. Il sindaco Cesare Farina durante una diretta Facebook con i propri concittadini ha voluto portare una testimonianza diretta di una persona colpita dal Covid.

La positività

«Tra il 7 e 8 gennaio ho iniziato ad avere una forte tosse e febbre – racconta Gallo -, ma ho pensato fosse colpa del freddo. Ero a Milano. Ho chiamato in ospedale e mi hanno dato una serie di farmaci da prendere. Ma l’ultima cosa che pensavo è che si trattasse di Covid…». Il lunedì mattina si sottopone al tampone e risulta positivo. «Torno a casa e continuavo a sentirmi male – spiega -. Non ce la facevo più, sono andato al Pronto soccorso e mi hanno ricoverato. Dopo un’ora mi hanno detto che avevo una polmonite bipolare diffusa da Covid, sono stato ricoverato subito e isolato. Mi hanno messo ossigeno, sorvegliato tutta la notte». Sono stati giorni difficili. «Per sei giorni ho vissuto l’inferno perché sono stato con un casco che ti isola completamente dall’anidride carbonica – spiega – Ero a grande rischio perché il problema del Covid è che non si conosce. I dottori spaventati perché la mia situazione era critica. Ho tenuto casco giorno e notte, poi mi hanno intubato e lì ho ricordi frammentari. Con grande tenacia, coraggio e silenzio ho subito tutto questo».

I miglioramenti

La situazione clinica è poi migliorata.
«Piano piano è successo che mi hanno tolto il casco – riprende il racconto -, mi hanno dato ossigeno in maniera più leggera. I miei giorni critici sono stati sei dove ho perso la cognizione: ero sotto farmaci e intubato. E’ stata una esperienza assurda». Rimane però la grande umanità dei medici dell’Humanitas: «Alla sera mi facevano videochiamare amici e famiglia perché avevano paura che non passassi la nottata, ma me l’hanno detto solo dopo». Ancora oggi Gallo non si capacità di come ha contratto il virus: «E’ stata una esperienza allucinante. Non ho mai avuto patologie, mai avuto problemi, ho 49 anni, faccio un lavoro che mi fa muovere fisicamente e sono sempre stato attento, ho sempre indossato la mascherina. Ora sto recuperando, devo recuperare il fiato nei polmoni. La mia famiglia è risultata positiva, ma per fortuna senza conseguenze».

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