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Si spacciava per agente segreto per imparare a volare a bassa quota con armi a bordo

Disoccupato, ma con la casa-officina piena zeppa di pistole e polvere da sparo. Nei guai un vercellese.

Si spacciava per agente segreto per imparare a volare a bassa quota con armi a bordo. E’ una storia davvero curiosa, quella che ci arriva da Vercelli.  

 

Voleva imparare a volare a bassa quota

Come racconta Prima Vercelli alla fine è stato “solo” denunciato per porto abusivo e possesso illegale di armi, nonché per la detenzione abusiva di alcune divise militari e per la contraffazione e detenzione di un tesserino dell’Esercito Italiano.

Ma è quanto meno inquietante la figura di questo vercellese classe 1965, disoccupato ma al tempo stesso collezionista di armi, di cui la sua casa era piena zeppa (ora sono state sequestrate). E sapete come la Polizia di Stato s’è accorta di lui? Perché aveva iniziato a frequentare un corso da pilota d’aereo da turismo, ma le stravaganti richieste fatte agli istruttori durante lo svolgimento delle lezioni per il conseguimento del brevetto, tra cui il voler imparare a volare a bassissima quota (in gergo “BBQ”) e la possibilità di trasportare armi sugli aerei, li avevano insospettivi.

“Sono un ufficiale dei Servizi segreti”

Già perché gli istruttori si sono bevuti la storia che il corso fosse stato commissionato dai superiori del 55enne, spacciatosi per un ufficiale dell’esercito appartenente ai Servizi segreti. Hanno avvisato la Digos, e quando gli agenti sono andati a casa della sedicente spia, hanno trovato un centinaio di armi, tra pistole, sciabole, pugnali e, soprattutto, armi lunghe con puntatori di precisione, che sono state sequestrate insieme a 9 chili di polvere da sparo e moltissime munizioni.

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All’interno di una camera da letto veniva rinvenuto un pantalone mimetico con all’interno occultata, in un tascone laterale, una pistola Glock con un caricatore inserito ed uno di scorta. Nella tasca posteriore vi era un basco militare e il portafoglio che conteneva un tesserino completamente contraffatto completo di stemma metallico ministeriale e gradi da maggiore, attestante l’appartenenza all’esercito italiano.

Disoccupato: in casa armi e polvere da sparo

Non è finita, perché il soggetto aveva anche iniziato a produrre, in proprio, grazie alle numerose attrezzature di cui disponeva nella propria officina, dei silenziatori per fucili e carabine. Nella sua abitazione ne veniva sequestrato uno già ultimato e diversi tubolari di metallo dai quali ne avrebbe ricavati altri.  Ma c’è di più: gli operatori di Polizia hanno recuperato altresì diversi progetti relativi alla costruzione di un aeromobile, commissionati dall’uomo ad un ingegnere residente in un’altra provincia, al quale aveva fatto credere che il progetto sarebbe stato finanziato da fantomatici servizi segreti. Quest’ultimo poi è risultato essere all’oscuro delle reali intenzioni del suo interlocutore.

Ma cosa voleva fare in definitiva?

Un quadro insomma tanto inquietante che la Digos ha preferito sequestrare tutto. Impossibile immaginare cosa avrebbe potuto fare con un aereo da turismo a bassa quota zeppo di armi e polvere da sparo. Ma è evidente che il vercellese fosse un fanatico dell’ambiente: anche fra gli appassionati di armi aveva fatto circolare la voce di essere un ufficiale militare. Per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni, oltre al tesserino contraffatto, si era procurato le divise militari con i gradi da ufficiale, usava indossare pantaloni mimetici scuri e usciva spesso di casa armato di pistola.

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