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Sindaci contro Bpm: riaprano gli sportelli in Valsesia e Valsessera

I primi cittadini di Grignasco, Serravalle, Ghemme, Coggiola e Quarona hanno contattato la direzione per chiedere la riapertura delle filiali locali.

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Sindaci contro Bpm: chiedono la riapertura delle filiali dopo l’emergenza.

Sindaci contro Bpm

Diversi paesi reclamano la “loro” banca. Grignasco, Serravalle, Ghemme, Coggiola e Quarona scrivono alla direzione della Banca popolare di Novara (ora Banco popolare Milano, Bpm) per chiedere la riapertura delle filiali locali. In questi giorni i cinque paesi hanno deciso di scendere in campo per sollecitare l’Istituto di credito a dare risposte in merito al futuro degli sportelli locali. «Con i Comuni di Coggiola, Ghemme, Serravalle e Quarona abbiamo inviato una richiesta alla direzione della Bpm per la riapertura immediata degli sportelli, la cui chiusura se poco era comprensibile durante la fase uno – commenta Katia Bui, primo cittadino di Grignasco -, posto che i servizi bancari e finanziari rientravano in quelli sempre consentiti, risulta ancor meno comprensibile la permanenza della chiusura in questa fase in cui tutte le attività hanno ripreso».

Spostamenti

Dall’inizio del cosiddetto “lockdown” molte realtà valsesiane e valsesserine hanno dovuto fare i conti con la chiusura delle filiali di Istituti bancari e la Bpm è stata una di quelle banche che ha deciso di sospendere le attività sin da subito. Di conseguenza gli utenti sono stati costretti a rivolgersi alla filiale di Borgosesia e non più agli sportelli locali. Non per tutti però lo spostamento è stato agevole: tanti clienti senza la possibilità di raggiungere il capoluogo valsesiano sono stati costretti a rivolgersi ai Comuni che in alcuni casi, come a Quarona, hanno organizzato una apposita navetta per portare gli abitanti in banca, in altri casi, gli amministratori stessi si sono mobilitati per riuscire ad andare incontro ai cittadini. Le conseguenze che sono derivate dalla chiusura temporanea delle filiali, unite all’incertezza in merito allo stato e all’operatività delle stesse, è ormai da settimane sotto la “lente di ingrandimento” dei primi cittadini.

Richiesta di risposte

Nei giorni scorsi gli amministratori hanno iniziato a richiedere delle risposte in merito alla situazione; peraltro il sindaco di Quarona, Francesco Pietrasanta ha più volte espresso il suo dissenso in merito alla decisione dell’Istituto di interrompere le operazioni bancarie agli sportelli, anche in un servizio del telegiornale regionale. Ed ora i paesi si “alleano” per chiedere maggiori dettagli sul futuro delle sedi bancarie. «Personalmente mi sono resa disponibile per portare alcune persone del paese, che non avevano la possibilità di spostarsi, sino a Borgosesia – commenta Bui -, ora però avremmo necessità di avere maggiori risposte. E non appena avremo modo di conoscere quali saranno le intenzioni dell’Istituto bancario, sarà nostra cura comunicarle alla popolazione».

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Un Commento

  • Guido ha detto:

    Prima di pubblicare dovreste imparare il nome della banca. Purtroppo BPM non esiste più, l’Ad castagna recentemente nominato cavaliere 🙈(forse x aver esodato 2.500 persone senza assumere giovani?). La banca si chiama Bancobpm spa e Bpm è servita ad evitare il fallimento del banco popolare che comprendeva tra le più scarse la popolare di Novara

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