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Soccorso alpino, gli interventi sono aumentati nel corso degli anni

L'81% delle operazioni avviene via aria.

Soccorso alpino, un trend di crescita nelle attività di soccorso e recupero degli infortunati in montagna.

Soccorso alpino

Procedendo nella presentazione dei dati attraverso i vari passaggi di un’operazione di soccorso, si inizia dalla Centrale Operativa del SASP, attiva h24 presso la Centrale dell’emergenza sanitaria di Grugliasco, che riceve tutte le chiamate di emergenza provenienti da terreno montano, impervio e ipogeo e organizza le relative operazioni sul terreno. Nel corso del 2019 i tecnici del soccorso alpino hanno gestito un totale di 1989 chiamate di emergenza superando ancora una volta il record assoluto registrato nel 2018 di 1900 e confermando un aumento che prosegue da oltre 10 anni. Di queste chiamate, 1251 (nel 2018 erano stati 1210) si sono trasformate in interventi di soccorso alpino e speleologico veri e propri, mentre 738 (37%) sono state risolte direttamente dagli operatori per telefono oppure passati per competenza ad altri enti. Le persone soccorse sono state 1420, rispetto alle 1386 dell’anno precedente.

 

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Le missioni di soccorso

Ogni missione di soccorso viene effettuata con l’utilizzo dell’eliambulanza 118 e le squadre a supporto, oppure soltanto dalle squadre a terra. Anche in questo ambito si osserva un nuovo aumento nel numero assoluto di operazioni effettuate via aria che raggiunge l’81% del totale. Tuttavia è bene ricordare l’importanza fondamentale dei 1166 tecnici di soccorso alpino e speleologico suddivisi in 55 stazioni distribuite in tutte le valli dell’arco alpino piemontese. L’utilizzo dell’elicottero è infatti possibile soltanto in situazioni di visibilità ottimale e consente di recuperare un massimo di 2 infortunati, mentre con maltempo e di notte, le uniche risorse disponibili per un soccorso sono i volontari che operano via terra. Analizzando la distribuzione numerica delle persone soccorse, si osserva che nel 2019 556 infortunati (39%) sono stati recuperati dalle squadre senza l’ausilio del mezzo aereo. Per quanto riguarda i codici di gravità delle persone soccorse, nel 2019 dal SASP, è stata registrata una lieve diminuzione degli illesi, dei codici rossi e dei decessi, a fronte di un aumento dei codici verdi e gialli. Su questo tipo di statistiche non è possibile tracciare dei trend di lunga durata perché nell’arco degli anni presentano dati molto altalenanti. Ma è interessante osservare che la categoria maggiore di persone soccorse (37%) presenta un codice di gravità verde. In territorio impervio dove si trovano spesso condizioni climatiche ostili, un infortunio o una patologia che non vengono trattati tempestivamente hanno una maggiore rapidità di peggioramento. Si tratta di quello che in ambito di soccorso alpino si definisce come rischio evolutivo e su cui si misura l’efficienza e l’efficacia di una missione.

 

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